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mercoledì 20 settembre 2017

STAMPA 3D ABITO DA DONNA “FUTURISTA” DI SIMONE LEONELLI TRA ARTE, MODA E STAMPA 3D

STAMPA 3D ABITO DA DONNA “FUTURISTA” DI SIMONE LEONELLI TRA ARTE, MODA E STAMPA 3D

Poiché la stampa 3D diventa sempre più accessibile alle persone al di fuori dei settori manifatturiero, scientifico e tecnologico, stiamo iniziando a vedere il suo potenziale realizzato in tutti i modi interessanti. La combinazione della stampa 3D e della moda, ad esempio, può non sembrare la forma più naturale dell'espressione dell'ingegno umano, ma sta cominciando a diventare una realtà quotidiana in tutto il mondo.

FILOPRINT propone questo interessante POST by 3DERS provenienete dalla Nuova Zelanda dove, una recente mostra presso l'Istituto di Arte Contemporanea di Perth (PICA) ha dimostrato ciò che è ora possibile allo stato dell'arte che si interseca tra la produzione digitale e la moda.

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3Ders ha parlato con Simone Leonelli, dello studio di design W230 di Perth, sulle sue esposizioni appositamente denominate '' Blurred Boundaries '' ed i modi in cui interagiscono la stampa 3D e il design della moda. Originariamente dall'Italia, dove ha lavorato come designer interni e mobili per diversi marchi principali, si trasferisce in Australia per lavorare nel settore della gioielleria che come designer architettonico. I progetti interdisciplinari sono sempre stati i suoi preferiti, a causa del loro processo di sviluppo "sempre intrigante e impegnativo".

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"I concetti della moda sono sempre sviluppati attraverso processi e tecnologie differenti", dice Leonelli. "Uno dei metodi più emozionanti e fluidi dell'espressione di oggi si ottiene con l'uso di progettazione computazionale e di stampa 3D ... La stampa 3D è un processo che può essere adattato a diversi settori e compiti disparati. Anche se questa tecnologia è ancora alle fasi iniziali di scoperta, ricerca e sviluppo.

"Il vero ambito della sua flessibilità e scalabilità è ancora da scoprire, con i laboratori di R & S che annunciano nuovi sviluppi quotidianamente. È impossibile produrre modelli geometrici attraverso metodi tradizionali di produzione, le complessità non possono essere realizzate semplicemente con stampi ad iniezione o anche processi di fresatura. Anche se potresti essere in grado di incidere queste forme a mano, sarebbe estremamente intenso per il lavoro, e questo metodo mi permette di massimizzare la produttività senza compromettere la qualità del progetto, riferisce Leonelli

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'' Blurred Boundaries '' erano parte del programma del festival della moda di Telstra Perth e mostravano indumenti e accessori stampati in 3D ispirati alla bellezza del mare. Leonelli lo descrive come un'esplorazione della moda, delle strutture biologiche e della tecnologia. "Le sue forme non sono guidate dall'imitare i disegni della natura, ma piuttosto come una combinazione del modo in cui la natura progetta e la sua interpretazione umana".

La mostra è nata come risultato del progetto "Fashion Look Total" di Leonelli, iniziato quest'anno. Dopo aver sperimentato in precedenza elementi stampati 3D in combinazione con tessuti e altri materiali tradizionali, ha iniziato a produrre vestiti esclusivamente attraverso la stampa 3D. Il suo studio utilizza due stampanti standard FDM 3D desktop e, soprattutto, stampa con filamenti PLA. Questo termoplastico è stato il favorito della sua squadra per il suo essere non tossico, biodegradabile e bioattivo, derivante da risorse rinnovabili come amido di mais, radici di cassava, patatine o canna da zucchero.

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Descrivendo il suo flusso di lavoro a 3Ders, Leonelli ha affermato di utilizzare metodologie di progettazione computazionale, che gli consentono di gestire complesse geometrie e oggetti non standard. "La produzione di tessuti con sistema “additivo” è la chiave [per tradurre] quello che sta accadendo sul display del mio computer portatile in veri oggetti tangibili", ha detto. "La bellezza di lavorare con questi strumenti high-tech è la possibilità di lavorare senza seguire un flusso di lavoro o una gerarchia standard.

"Puoi, ad esempio, far scorrere l'oggetto a testa in giù per simulare il processo di ingegneria inversa, iniziare con il prodotto o il risultato finito e lavorare all'indietro. Puoi anche saltare da una parte della timeline a un'altra con una grande quantità di flessibilità e libertà ... La produzione di stampe 3D rende le idee creative semplici da produrre. Attualmente è uno dei modi più efficienti per trasformare idee di design in prodotti ".

Leonelli ha diversi altri progetti attualmente in fase di produzione, e più di questo lavoro può essere trovato in questo link: CLICCARE QUI  

TUTTE LE IMMAGINI COPYRIGHT: (Florian Michaud)

Fonte: 3Ders


martedì 12 settembre 2017

RIGHELLO, SQUADRA E PORTAPENNE PER LA SCUOLA STAMPATI IN 3D CON NGEN

RIGHELLO, SQUADRA E PORTAPENNE PER LA SCUOLA STAMPATI IN 3D CON NGEN

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La scuola è ormai iniziata anche per questo 2017 e parte degli utenti più giovani è tornato fra i banchi di scuola. Grazie ai nostri amici di COLORFABB vi proponiamo questi due interessanti file STL pronti per la stampa concernenti utili strumenti per il disegno tecnico.

Si tratta di un set da disegno tecnico ed un contenitore portamatite e righello interamente stampati con il famoso filamento Copolimerico NGEN Eastman Amphora ™ AM3300.

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GONIOMETRO CON LAPIS FILE STL SCARICABILEQUI:

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ASTUCCIO PORTAMATITE E RIGHELLO FILE STL SCARICABILEQUI

Entrambe le stampe sono state stampate con nGen su di una normalissima PRUSA i3 ad altezza dello strato di 0,2 mm, temperatura di 230 °C ed un letto riscaldato a 85 gradi. Il doppio colore è il risultato di una stampa con stop su colore rosso poi ripreso per fare i particolari in nero

Noi di FILOPRINT suggeriamo questo materiale nGen che ha dimostrato di essere molto versatile e che può essere utilizzato per molte applicazioni, robuste, durevoli e soprattutto facili da stampare in 3D

Infatti NGEN è un filamento completo che ha molti vantaggi rispetto al PLA. La resistenza alla temperatura è superiore a 80 gradi Centigradi e funziona sulla maggior parte delle stampanti con letto riscaldato. Il filamento NGEN è un materiale a basso contenuto di odori, senza stirene, adatto per gli appassionati di stampa 3D, in particolare quelli che necessitano di una flessibilità di stampa all'interno di un'ampia gamma di temperature di lavorazione. Inoltre può essere idoneo al contatto con la pelle ed è atossico nel caso di un uso per bambini delle scuole elementari e medie.


Provate a stampare questo fantastico filamento con questi due pratici set da disegno. FILOPRINT ricorda che è possibile acquistare anche a MULTIPLI DI 10 METRI sul nostro shop per piccole quantità necessarie, come in questo caso, a stampare questi semplici oggetti. Questo il link al prodotto sul nostro shop on-line: CLICCA QUI 

martedì 5 settembre 2017

COME INVECCHIARE ED ARRUGGINIRE OGGETTI STAMPATI IN 3D CON FILAMENTI METALLICI COPPERFILL BRONZEFILL MAGNETIC IRON E SOLUZIONI CHIMICHE VARIE

COME INVECCHIARE ED ARRUGGINIRE OGGETTI STAMPATI IN 3D CON FILAMENTI METALLICI E SOLUZIONI CHIMICHE VARIE

FOTO 1


Grazie agli amici di LULZBOT noi di FILOPRINT vi proponiamo un interessante tutorial molto dettagliato su come invecchiare, ossidare, arrugginire un oggetto stampato in 3D con filamenti metallici come BRONZEFILL – COPPERFILL – BRASSFILL – FERRO MAGNETICO

Come molti di voi già sapranno, tutti questi materiali citati, hanno come caratteristica di avere come base al 20% di PLA e di ben 80% costituiti da polveri metalliche rispettivamente derivate appunto da metalli non nobili quali il Bronzo, Rame, Ottone, Ferro.

Tutti questi materiali, una volta stampati in 3D, possono essere utilizzati per realizzare qualsiasi cosa come: oggetti ludici, oggetti di arredamento fino ad arrivare ad oggetti dedicati al Cosplay ( o per qualsiasi altro uso si necessiti) ma devono essere post-trattati al fine di ottenere una superficie lucida, opaca oppure invecchiata come nella realtà avviene tramite l'attacco degli agenti atmosferici per ossidazione.

La ruggine (ossidazione) avviene quando i metalli subiscono uno scambio di elettroni tra le sostanze di cui lo compongono. Questa reazione chimica si verifica quando gli ioni sono liberati dall'oggetto metallico sulla sua superficie ossidandola. Possiamo accelerare questo processo aumentando la conducibilità elettrica all'oggetto o applicando un agente ossidante.

Di facile reperibilità ed a costi molto bassi si possono ottenere tutti quei composti chimici necessari ad aumentare il processo di ossidazione. Tuttavia FILOPRINT suggerisce di prestare particolare attenzione quando si manipolano.

E' infatti molto pericoloso maneggiare o MISCELARE prodotti contenenti candeggina, o perossido di idrogeno. E' fatto obbligo in questo caso l'uso di dispositivi di protezione personale come guanti, grembiuli ed occhiali per protezione da fumi e liquidi acidi. Inoltre è necessario trattare gli oggetti stampati 3D in un ambiente ben ventilato. FILOPRINT si manleva da ogni responsabilità per un eventuale uso improprio e maldestro di liquidi e/o solidi acidi aggressivi e pericolosi per la salute, indicati in questo tutorial.

USO DI ACETO (acido acetico) E SALE DA TAVOLA (cloruro di sodio)

Funziona meglio con: PLA FERRO MAGNETICO

Può funzionare con: COPPERFILL, BRONZEFILL, BRASSFILL
Non utilizzare detergenti o trattamenti di pulizia a base di candeggina dopo l'utilizzo di un trattamento a base di aceto in quanto potrebbe creare e emettere gas di cloro, che potrebbe causare gravi lesioni alla pelle, occhi e polmoni.

FOTO 2


Sciogliere il sale (marino o iodato) in aceto. Aggiungere abbastanza sale in modo che la soluzione diventi satura. Quando il sale non si può più sciogliere nell'aceto, si è raggiunto il limite massimo sufficiente.

Inserire l'oggetto stampato in 3D all'interno di un contenitore chiudibile con un tappo non metallico. Un contenitore in vetro o ceramica funzioneranno bene. Evitare di utilizzare piatti o ciotole di legno in quanto possono assorbire la soluzione ossidata (la ruggine prodotta per ossidazione).

Versare la soluzione in una bottiglia di plastica pulita. In alternativa, versare la soluzione di sale/aceto in un contenitore di vetro o di plastica. Etichettare il contenitore per prevenire incidenti e potenziali contaminazioni incrociate.

Nel corso di diversi giorni, trattare l'oggetto stampato in 3D con un pennello. Fare attenzione a passare il pennello solo sulle superfici desiderate, anche su tutto il corpo dell'oggetto se necessario altrimenti solo dove si vuole che l'effetto ruggine sia più evidente, e quindi spennellare la parte con più o meno passate. Questo renderà più o meno rugginoso l'oggetto in base appunto a quanta soluzione acida si è passata sul quel determinato punto. Avvolgere in un tovagliolo di carta imbevuto di aceto e deporre tutto in un sacchetto di plastica.

Se invece si immerge tutto l'oggetto stampato in 3D per renderlo completamente arrugginito, allora mescolare la soluzione di aceto/sale ruotando in essa l'oggetto stampato in 3D all'interno appunto del contenitore . Se possibile, sollevare o sospendere l'oggetto per consentire il massimo contatto con la soluzione acida.

Dopo pochi giorni, noterete che la soluzione dell'aceto e sale, diventerà più scura. La parte stampata 3D dovrebbe avere sviluppato un bel colore rosso, arancione o anche nero di ruggine. Risciacquare accuratamente l'oggetto stampato sotto acqua corrente e lasciare asciugare.

SISTEMA DI OSSIDAZIONE CON PASTA LUCIDANTE A BASE DI AMMONIACA (come il Brasso® ; CLICCA QUI PER PRODOTTO    

Funziona meglio con: COPPERFILL

Può funzionare anche con: BRONZEFILL, BRASSFILL, FERRO MAGNETICO
Non utilizzare detergenti o trattamenti di pulizia a base di candeggina dopo l'utilizzo di un trattamento a base di aceto in quanto potrebbe creare e emettere gas di cloro, che potrebbe causare gravi lesioni alla pelle, occhi e polmoni.

FOTO 3


Il trattamento della superficie metallica dell'oggetto stampato con COPPERFILL con soluzione a base di ammoniaca ossiderà rapidamente la stessa. I residui della soluzione, se lasciati sulla superficie continueranno ad ossidarla fino a che non essiccherà. Quindi se si vuole ottenere una ossidazione più o meno marcata, togliere subito con straccio in cotone oppure lasciarla sulla parte a seccare, per dare così un aspetto più o meno ossidato ( vedi foto 3). I residui della soluzione rimasti all'interno delle eventuali cavità presenti nell'oggetto, potranno quindi essere lasciati oppure tolti per evidenziare quindi l'ossidazione all'interno delle cavità in modo più o meno marcato.

Per un forte contrasto, prima carteggiare con varie grammature di carta abrasiva a rifinire la superficie, quindi lucidare l'oggetto stampato 3D. Ciò consentirà all'ossidazione di distinguersi dalla finitura metallica lucida rimasta sotto dando un aspetto molto accattivante e realistico.

Applicare liberamente il composto di soluzione ammoniaca per un grande accumulo di ossido. Per una finitura meno evidente, utilizzarne ovviamente una quantità minore ed in punti diversi della superficie.

Infine, posizionare l'oggetto trattato in un contenitore in vetro o in ceramica scoperto. Evitare di collocarlo su qualcosa che assorba i liquidi.

Per ottenere una quantità massima di finitura ossidata, lasciare il composto lucidante a base ammoniacale sulla superficie e lasciare asciugare per diversi giorni. Per evidenziare le cavità e le depressioni superficiali togliere con panno in cotone l'eccesso.

SISTEMA DI OSSIDAZIONE TRAMITE CANDEGGIO – trattare con IPOCLORITO DI SODIO – “ACE-CANDEGGINA” CLASSICA

Funziona meglio con: PLA FERRO MAGNETICO

Può funzionare anche con: COPPERFILL, BRASSFILL, BRONZEFILL
Non utilizzare detergenti o trattamenti di pulizia a base di candeggina dopo l'utilizzo di un trattamento a base di aceto in quanto potrebbe creare e emettere gas di cloro, che potrebbe causare gravi lesioni alla pelle, occhi e polmoni.

ATTENZIONE: l'uso della Candeggina e soluzioni varie di ipoclorito di sodio sono irritanti e caustiche; è bene pertanto maneggiarle usando un paio di guanti di gomma e avendo cura di evitare il contatto con gli occhi. Non devono inoltre essere mescolate né all'acido cloridrico (acido muriatico per gli usi domestici) con cui sviluppano cloro, tossico, né all'ammoniaca con cui sviluppano clorammine, irritanti, né all'etanolo. Le soluzioni di ipoclorito di sodio sono sensibili alla luce e al calore e hanno una durata limitata nel tempo. Devono quindi essere conservate al riparo dalla luce e lontano da fonti di calore. Se acquistate in supermercato è meglio preferire i prodotti confezionati in bottiglie non trasparenti in grado di proteggere il prodotto dalla luce.

FOTO 4/5/6




E' possibile trattare oggetti stampati con PLA FERRO MAGNETICO con candeggina domestica. Questo risulta di fatto il metodo più rapido per creare un aspetto arrugginito e invecchiato. Questo metodo funziona rapidamente e in un paio di giorni si avranno già i risultati visivi del trattamento ossidante.

Inserire la parte stampata in 3D in un contenitore di vetro o ceramica. Evitare di utilizzare piatti o ciotole di legno in quanto possono assorbire la soluzione arrugginita.

Versare il candeggiante domestico in una bottiglia di plastica adatta all'uso di acidi con spruzzatore oppure versare il candeggiante in un contenitore di vetro o di plastica. Etichettare il contenitore per prevenire incidenti e potenziali contaminazioni incrociate.

Nel corso di diversi giorni, spruzzare ripetutamente l'oggetto stampato in 3D. Fare attenzione a coprire solo le superfici desiderate (oppure anche tutta la parte se desiderato). Se si vuole ossidare completamente l'oggetto, metterlo in ammollo nella candeggina e ruotarlo ogni tanto. Se possibile, sollevare o sospendere l'oggetto per consentire il massimo contatto con la candeggina.

In un tempo piuttosto breve l'oggetto stampato in 3D avrà sviluppato un bel colore rosso, arancione o anche marrone/nero di ruggine. Gli oggetti di rame possono avere uno strato di ossidazione più o meno scuro a seconda del tempo di trattamento.

Una volta raggiunto visivamente il punto di gradimento di ossidazione, risciacquare accuratamente l'oggetto stampato sotto acqua corrente e lasciare asciugare. ATTENZIONE: non tentare di utilizzare altri trattamenti o composti lucidanti in quanto potrebbero reagire male con residui di candeggina.

TRATTAMENTO CON PEROSSIDO DI IDROGENO ( ACQUA OSSIGENATA) E SALE DA TAVOLA (CLORURO DI SODIO)

Funziona meglio con: PLA FERRO MAGNETICO

Può funzionare anche con: COPPERFILL, BRONZEFILL, BRASSFILL
Non utilizzare detergenti o trattamenti di pulizia a base di candeggina dopo l'utilizzo di un trattamento a base di aceto in quanto potrebbe creare e emettere gas di cloro, che potrebbe causare gravi lesioni alla pelle, occhi e polmoni.

Eseguire questo trattamento in un'area ben ventilata. Non coprire o costringere in logo molto ristretto la soluzione di perossido di idrogeno, poiché emette gas tossici per gli occhi e polmoni. Usare sempre una maschera di protezione adeguata ed occhiali per sostanze acide oltre che guanti all'uopo.

FOTO 7/8/9/10





Immergere la parte completamente per una patina di ossidazione lieve. Sospendere la parte sulla soluzione per una patina più di ossidazione più sviluppata ( metodo aggressivo).

Eseguire questo trattamento in un'area ben ventilata. Etichettare il contenitore con cui si esegue l'operazione per prevenire incidenti e potenziali contaminazioni incrociate.

In un grande contenitore di vetro o in un altro contenitore non metallico e non di legno od altro materiale organico, aggiungere sale da tavola al perossido di idrogeno finché la soluzione non emette schiuma energicamente ed in quantità. Il sale in eccesso incoraggerà ulteriore ossidazione.

Suggerimento in caso di immersione: Mantenere l'oggetto stampato in 3D sopra il sale. Nel test delle immagini 7/8/9/10 una minore ossidazione si è verificata quando la parte è stata sepolta sotto il sale non sciolto.

Suggerimento in caso di sospensione: appendete l'oggetto stampato in 3D sopra la soluzione, mantenendolo sotto il bordo del contenitore stesso per esposizione massima.

Lasciare le parti sommerse finché la formazione delle bolle non sia cessata o finché l'oggetto non abbia raggiunto la finitura desiderata. Dopo che la patina si è completamente sviluppata sulla superficie, sciacquare delicatamente con acqua fredda l'oggetto stampato in 3D, poiché la pulizia aggressiva può rimuovere la finitura.

Speriamo di aver dato quelle notizie di base necessarie per provare a post-produrre qualsiasi oggetto stampato in 3D con queste tipologie di filamenti metallici grazie ai quali si può ottenere davvero degli oggetti molto realistici sia nel loro aspetto che nel peso specifico molto elevato che li fa assomigliare in tutto e per tutto ad i veri corrispondenti oggetti metallici ma questa volta invecchiati.



giovedì 31 agosto 2017

FOUNTAIN PEN PENNA STILOGRAFICA STAMPATA IN 3D CON BRONZEFILL BY COLORFABB CON STAMPANTE 3D ULTIMAKER E POST TRATTAMENTO PER ANTICATURA

FOUNTAIN PEN PENNA STAMPATA IN 3D CON BRONZEFILL BY COLORFABB CON STAMPANTE 3D ULTIMAKER

FILOPRINT segnala un interessante lavoro degno davvero di una attenzione particolare. Dai nostri amici della COLORFABB vi viene suggerito un pregevole lavoro eseguito da un eclettico ingegnere olandese dal nome Rein van der Mast che potete visionare dal suo profilo su LinkedIn: CLICCA QUI   

Utilizzando un proprio disegno al CAD, ha stampato una penna stilografica con il filamento per stampa 3D FDM bronzeFill di colorFabb ed i risultati sono semplicemente stupefacenti:

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Rein ha progettato la penna ed ha poi usato una stampante comunissima la Ultimaker 2+ Extended con un ugello da 0,25 mm per stampare questo vero pezzo d'arte. Ha poi patinato in post-produzione una parte della superficie per renderla verde.

Rein van der Mast ha studiato Industrial Design Engineering presso la Delft University of Technology (NL). A metà degli anni '90 ha guidato il dipartimento di progettazione di un produttore di prodotti di consumo, dove ha implementato con successo la stampa 3D CAD e 3D per ottenere rapidamente prototipi di prodotti di consumo.

FOTO 2


Questa stampa è stata intesa come un esperimento, ma i risultati hanno superato addirittura le aspettative di Rein. La qualità della superficie è straordinaria in quanto non sembra stampata in 3D, affatto! Ciò è dovuto alla risoluzione di stampa combinata con l'attenta post-elaborazione.

FOTO 3 + FOTO 4



BronzeFill è un tipo di filamento che, grazie al suo notevole peso specifico e proprietà estetiche uniche, lo hanno reso un materiale estremamente interessante. 



Se volete avere maggiori informazioni su cosa e come stampare con bronzeFill, visitate il nostro BLOG: Come stampare con bronzeFill al seguente link: CLICCA QUI 

oppure anche questo altro POST più verticale: CLICCA QUI 

martedì 22 agosto 2017

AGGIORNAMENTO SOFTWARE PER SLIC3R STAMPANTI 3D PRUSA DEDICATO AI SUPPORTI SOLUBILI IN ACQUA PER STAMPA 3D

AGGIORNAMENTO SOFTWARE PER SLIC3R STAMPANTI 3D PRUSA DEDICATO AI SUPPORTI SOLUBILI IN ACQUA PER STAMPA 3D

Prusa ha rilasciato un aggiornamento software che rende la stampa dei supporti solubili in acqua più facile che mai

CLICCA QUI per scaricare il software aggiornato

Prusa Research ha rilasciato l'ultima versione (1.36.2) del suo software di stampa Slic3r Prusa Edition 3D. La principale novità sta nelle migliorate impostazioni per la stampa 3D con supporti idrosolubili sulla stampante 3D MultiMaterial Prusa i3 MK2.

FOTO 1


Utilizzando la stampante 3D MultiMaterial Prusa i3 MK2, esistono tre modi per stampare i supporti: il metodo di base, che utilizza il filamento standard per i supporti di stampa; Utilizzando supporti idrosolubili su tutta la stampa oppure utilizzando supporti solubili in acqua solo sugli strati di interfaccia della stampa.

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Il metodo di base, con cui la maggior parte degli utenti avrà familiarità, usa il filamento standard non solubile come materiale di supporto. Questo metodo, pur non fornendo i migliori risultati in termini di qualità finitura per la superficie supportata, è il meno costoso. Richiede inoltre la post-elaborazione manuale (cioè tagliare e levigare manualmente i supporti).

Il secondo metodo utilizza un filamento solubile in acqua per stampare i supporti completi per l'oggetto. Dopo aver testato una serie di diversi materiali di supporto idrosolubili, Prusa3D ha definito fra i migliori il filamento BVOH da Verbatim e PVA ATLAS sono stati i più adatti per la sua stampante 3D multi-materiale

FOTO 3 – FOTO 4



Nella dimostrazione di cui al filmato in link sul fondo dei questo post, è stato utilizzato il BVOH della Verbatim per stampare la struttura di supporto, ma ovviamente questo non significa che sia l'unico dato il suo costo piuttosto elevato e caratteristiche comuni anche ad altri tipi di PVA come appunto il PVA ATLAS oppure tutti i tipi di PVA LAY FILAMENTS. Per ottenere i migliori risultati, Prusa3D suggerisce di mettere il materiale di supporto nell'estrusore 4 e applicando le impostazioni di stampa "normale solubile pieno".

I risultati di questo metodo danno una qualità di finitura superficiale molto buona sul lato supportato, poiché i supporti si sciolgono facilmente in acqua, lasciando inalterata la stampa effettiva. L'unico inconveniente è che utilizzando BVOH o un altro materiale solubile di supporto può essere molto più costoso di un PLA standard.

Infine, il terzo metodo offre "il meglio di entrambe le funzionalità", in quanto combina la stampa di supporto di base con materiali idrosolubili. Questo metodo consiste nell'utilizzo di supporti idrosolubili per i soli strati di interfaccia del filamento e del filamento regolare per il resto dei supporti.

FOTO 5 – FOTO 6



In altre parole, consente agli utenti di beneficiare della facilità di rimozione e di buona qualità delle superfici offerte dai supporti solubili in acqua, ma riduce i costi utilizzando filamenti a buon mercato per la maggior parte del progetto.

I tecnici PRUSA avvertono che questo sistema non può essere utilizzato su oggetti con geometrie interne non accessibili supportate come parti insolubili a fare da supporto perchè le stesse rimarrebbero “intrappolate" senza poter quindi essere tolte in nessun modo. Per questo metodo, è quindi assolutamente necessario usare il materiale PVA solubile in acqua, inserito nell'estrusore 4 e essere utilizzato con le impostazioni di stampa "normale interfaccia solubile".

FILOPRINT ricorda ai propri clienti che possono acquistare anche a MULTIPLI DI 10 METRI il materiale PVA ATLAS ed anche tutti i tipi dei LAY PVA per test e prove tecniche di stampa, al fine di verificare con una spesa minima, la bontà di questo nuovo upgrade software by PRUSA.

FILMATO STAMPA 3D SUPPORTI PVA: CLICCA QUI

venerdì 11 agosto 2017

STAMPA 3D CON PLA E SILICONE PER STAMPI CON METALLI A BASSA TEMPERATURA DI FUSIONE

STAMPA 3D CON PLA E SILICONE PER STAMPI CON METALLI A BASSA TEMPERATURA DI FUSIONE

Dai nostri colleghi Americani di 3Ders, FILOPRINT propone un interessante TUTORIAL realizzato dal sig. Chris DePrisco che ha pubblicato questa guida su YouTube per la fusione di metalli a bassa temperatura usando parti stampate in 3D in semplice PLA, un compressore d'aria e un recipiente a pressione. Il metodo utilizza stampi di silicone per la fusione di metalli con un basso punto di fusione, come le leghe di bismuto.

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Chris DePrisco, è un esperto del settore fusioni e lavorazioni metalliche ed il video pubblicato mostra un preciso ed esaudiente tutorial, che mostra come ottenere una fusione di metallo a bassa temperatura usando parti stampate 3D, un compressore d'aria e un recipiente a pressione. Il processo funzionerà solo utilizzando metalli con un basso punto di fusione, permettendo di realizzare oggetti 100% metallici, molto ben fatti ed utili con una estrema semplicità.

Nel video di 14 minuti (vedi link sul fondo pagina) DePrisco sperimenta con strumenti di stampa 3D e camere a pressione d'aria la creazione di uno stampo in silicone per una statuetta di un falco maltese. Il metallo scelto per la fusione è una lega di bismuto, che può essere fuso a circa 138 ° C; una temperatura calda, ma non così calda da bruciare lo stampo realizzato in silicone.

L'intero processo, comporta per primo, la stampa 3D di un modello standard del falco che utilizza del semplice PLA. Questo permette una buona stabilità dimensioanle dell'oggetto ed una ottima definizione di dettaglio anche con stampanti 3D non particolarmente performanti, a tutto vantaggio della qualità finale dell'oggetto perché il maggior dettaglio permette di realizzare un ottimo negativo in SILICONE direttamente in un blocco unico e non i due pezzi da stringere insieme e quindi suscettibili di deformazione.

Quando la statuetta del falco è stampata in PLA, DePrisco fa una scatola chiusa con dello scotch a forte tenuta dall'esterno, composta di elementi tagliati da una lastra di policarbonato e mette il falco dentro la scatola dove quindi viene riempita con un mix di resina siliconica, messa poi ad asciugare per una notte intera ( circa 10 ore di asciugatura).

DePrisco ci evidenzia che il silicone si separa facilmente dall'oggetto stampato in 3D, ma tutti gli angoli e le fessure molto strette, rendono un po' più difficile l'operazione di distacco.

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Con un po' di pazienza, si è comunque in grado di estrarre il falco stampato in PLA dal suo guscio di silicone morbido,senza dover fare incisioni sul blocco stesso. Questo permette di ricavare uno stampo di silicone perfetto all'interno con un foro su di un suo lato dove poter versare il metallo liquido caldo.

Successivamente viene quindi versato il metallo fuso nello stampo. DePrisco ha scelto di utilizzare la lega Bismuto 10 281, che è il 40% di bismuto e 60% di stagno e che si scioglie a 138 °C. Tuttavia non ci sono molti metalli in grado di fondere ad una temperatura così bassa ( forse il cadmio 321 °C il piombo 327 °C anche se sono due metalli pesanti un po' pericolosi per la salute) e quindi occorre un po' adattarsi alla situazione oppure adoperare METALLO a fusione fredda che di fatto sono delle resine siliconiche con polveri di metallo che, indurendosi, lasciano poi la parte quasi completamente pura ( circa il 95%) senza quindi dover fondersi a temperature alte e danneggiare quindi lo stampo siliconico. ( vedi nostro servizio sulla stampa 3D a fusione metallica a freddo con stampo 3d in
 PVA: CLICCA QUI )
Una volta che il bismuto si è raffreddato all'interno dello stampo di silicone può essere estratto. Subito però si noterà che, sulla superficie dell'oggetto sono presenti residui della fusione come bolle e cast, a causa appunto della tempratura del metallo che, raffreddandosi, crea questi fenomeni antiestetici.

Questo ha portato DePrisco a tentare di utilizzare un recipiente a pressione e un compressore d'aria a 60-80 Psi per "frantumare le bolle" dal modello siliconico del falco. Questa attrezzatura ha contribuito a produrre un modello migliore dal punto di vista qualitativo, anche se c'erano ancora delle piccole "palline" metalliche all'esterno del Falco. Questo, è causato da bolle d'aria nello stampo di silicone, non nel bismuto.

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Di conseguenza, DePrisco ha rifatto lo stampo in silicone, utilizzando questa volta l'apparecchiatura a pressione.

Con la pressione dell'aria utilizzata sia per lo stampo di silicone che per la parte in metallo, DePrisco è riuscito a produrre l'oggetto finale con lega di bismuto-stagno molto piacevole, quasi identico al modello stampato in 3D con semplice PLA plastico.

Sottolineiamo che ovviamente NON tutti possono avere una attrezzatura a pressione ( od almeno non si possono permettere di comprarla solo per semplici test) ma tutto il processo realizzato da DePrisco dimostra che è possibile trasformare parti stampate in 3D a basso costo, in repliche metalliche senza una stampante 3D in metallo. Questo comunque potrebbe essere una nuova idea per un test di stampa metallica a fusione molto interessante, senz'altro da provare

Visionare il video tutorial per avere un'idea più chiara di tutta l'operazione necessaria.

FILMATO OPERAZIONALE: CLICCA QUI 


giovedì 10 agosto 2017

IGLIDUR I150PF FILAMENTO TRIBOPOLIMERO IDONEO E CERTIFICATO PER ALIMENTI E COMPONENTI STAMPATI IN 3D PER MACCHINARI LAVORAZIONE E CONFEZIONAMENTO ALIMENTARE

IGLIDUR I150PF FILAMENTO TRIBOPOLIMERO IDONEO E CERTIFICATO PER ALIMENTI E COMPONENTI STAMPATI IN 3D PER MACCHINARI LAVORAZIONE E CONFEZIONAMENTO ALIMENTARE

FILOPRINT suggerisce questa interessante tipologia di Tribo-Filament dal nome iglidur® I150PF ora anche certificato per il contatto con alimenti umani ed animali. Questo materiale può quindi essere stampato con ottima resa in qualsiasi stampante 3D con una temperatura dell'ugello impostata a +250 ° C con o senza un letto di stampa riscaldato. Il filamento iglidur® I150 NON possiede additivi chimici cancerogeni e quindi il pezzo stampato può essere usato per un contatto anche con gli alimenti umani ed animali.
Questo filamento si va a sommare alla nutrita lista di filamenti TRIBOLOGICI ( cioè senza necessità di lubrificazione) della famosa ditta Tedesca IGUS e di cui noi vendiamo anche a multipli di 10 metri per test stampa, tutte le tipologie fin'ora prodotte e visionabili cliccando al link relativo al nostro shop sui nomi di seguito riportati:
Per ognuno dei filamenti sopra citati, si hanno caratteristiche tecniche che hanno come base una massima resistenza alle ABRASIONI, TORSIONI, COMPRESSIONI, fino ad avere anche una estrema resistenza agli attacchi di ACIDI, OLII, GRASSI, RAGGI UV ed ora con il I150 anche la possibilità di essere utilizzato per la costruzione di componenti stampate in 3D per macchine di lavorazione e trasporto per alimenti.
Il produttore tedesco Igus ha ufficializzato quindi che il Tribo-Filament iglidur® I150 è stato approvato anche per la stampa alimentare 3D, oltre che per la sua estrema resistenza allo sfregamento. La società a base di Colonia ha appena annunciato la certificazione ufficiale del loro filo Iglidur I150 Tribo per uso nell'industria alimentare, secondo le normative UE. La certificazione è liberamente scaricabile sul fondo di questa pagina in formato PDF.
Fino ad ora, questo filamento speciale è stato applicato principalmente alla stampa 3D di cuscinetti a scorrimento e ingranaggi. Con questa nuova certificazione alimentare, il filamento risulta ora essere idoneo alla realizzazione di oggetti stampati in 3D per macchinari ed applicazioni verticali nell'industria alimentare.
Dato che tutti i filamenti iglidur® non sono stati progettati per essere posti a contatto gli alimenti, questo nuovo tipo I150 è un filamento è realizzato con componenti chimiche assolutamente sicure per il contatto con il cibo. Così, la chiave è nella versatilità del prodotto: iglidur I150 può essere lavorato su qualsiasi stampante 3D con una temperatura di estrusore impostata a 250 gradi Centigradi. Gli utenti possono stampare anche su letto di stampa a freddo, in quanto la materia prima utilizzata ad alte prestazioni, ha un tasso di contrazione molto basso. In altre parole, i componenti speciali per l'industria alimentare (compresi i cuscinetti e gli ingranaggi) possono essere prodotti in modo rapido e economico utilizzando il filo Iglidur I150, senza il rischio di tossicità.
Recenti risultati di prova nel laboratorio Igus hanno mostrato che l'iglidur I150 ha mostrato una resistenza all'usura molto più elevata (in alcuni casi fino a 50 volte superiore) rispetto ai materiali tradizionali di stampa 3D. Secondo Tom Krause, Product Manager per Filo Tribo di Igus, l'iglidur I150 è uno dei filamenti più semplici da stampare rispetto a tutti gli altri a catalogo.
Sviluppato specificamente per i produttori di componenti complessi in movimento che sono soggetti a usura, l'iglidur I150 è utilizzabile particolarmente bene laddove sia necessaria una resistenza permanente o una resistenza chimica. Oltre agli altri cinque filo di Tribus lubrificanti senza manutenzione di Igus venduti nel nostro shop On-Line, l'iglidur I150 è disponibile come sempre anche a multipli di 10 metri per un test di stampa o piccole quantità richieste a fronte di una modica spesa.

Poiché l'industria dei prodotti di stampa 3D e le relative macchine per la stampa additiva a fusione sia in continua crescita, questo nuovo materiale molto robusto ed ora anche idoneo alla costruzione di componenti di macchine il cui utilizzo prevede il contatto con alimenti ( vedi macchine per gelato, per sottolii ecc.ecc.) permette di ripensare allo sviluppo di componenti stampati in 3D molto speciali e verticali nel loro utilizzo. E' quindi molto indicato per il settore di produzione macchinari speciali per la trasformazione di alimenti, oltre che per macchinari espressamente dedicati alla logistica di contenitori speciali per alimenti.