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martedì 31 maggio 2016

COME STAMPARE ED A COSA SERVE IL FILAMENTO ULTEM PEI 1010

COME STAMPARE ED A COSA SERVE IL FILAMENTO ULTEM PEI 1010

PEI ULTEM 1010 TRASP ø 1,75 MM


FILOPRINT commercializza il filamento tecnico ULTEM PEI 1010 dalle prestazioni davvero notevoli che si allineano alle esigente industriali della stampa FDM.

Informazioni tecniche:

Polietere immide (PEI) Ultem è una tipologia di filamento termoplastico amorfo, di colore trasparente con una temperatura di transizione vetrosa (Tg) di 217 °C che riesce a sopportare in uso continuo temperature fino a 170 °C ( max 200 °C).

PEI ULTEM 1010 TRASPARENTE ha caratteristiche di ritardante di fiamma con valore UL94 VO e 5VA.

PEI ULTEM 1010 trasparente ha una eccellente adesione tra gli strati che si traduce in un grande miglioramento della resistenza all'urto, resistenza, durevolezza e il processo di stampa.

Caratteristiche:
PRINCIPALI USI DI ULTEM® PEI 1010

Articoli per la tavola / Catering

Alte prestazioni e flessibilità di progettazione permettono alla resina ULTEM® PEI 1000 di essere utilizzata per una vasta varietà di oggetti per la ristorazione ed è riutilizzabile e riciclabile dopo la loro durata di vita. Esempi sono vaschette per alimenti, tazze, padelle, contenitori vari, ciotole microwavable, stoviglie lavabili anche in lavastoviglie, utensili da cucina e casseruole.

ULTEM® PEI 1010 utilizzata per realizzare in articoli per la tavola e della ristorazione offre: · Resistenza alla temperatura fino a 200 °C per forni ad aria calda
· Eccellente in forni infrarossi e microonde per un veloce riscaldamento dei cibi
· Riscaldare pietanze in forni combi-vapore e riscaldatore contatto termico
· Comprovata ritenzione proprietà attraverso oltre 1000 cicli di industriali in lavatrici con detergenti
· Ottima resistenza alle macchie, anche con macchie di prodotti come ketchup, carote e
salsa barbecue
· La piena conformità al contatto per alimenti umani ed animali certificata FDA, UE
· La resistenza contro la maggior parte oli da cucina e grassi
· Stabilità a lungo termine all'idrolisi
· livello pratico di resistenza agli urti (da sotto zero a 200 ° C)
· tocco freddo (i vassoi realizzati con ULTEM® PEI 1000 possono essere facilmente gestiti con le mani)

Medico

ULTEM® PEI 1010 fornisce prestazioni elevate per i dispositivi medici riutilizzabili, come vassoi sterilizzabili, rubinetti, dispositivi per il dentista e pipette.
Le ragioni per cui ULTEM® PEI 1010 può essere utilizzato in campo medicale sono:
· la piena conformità alla norma ISO 10993, FDA e USP Classe VI
· Capacità di sopportare diversi metodi di sterilizzazione come il gas EtO, radiazioni gamma, autoclave e calore secco
· Eccellente resistenza chimica contro la maggior parte dei lipidi, detergenti e disinfettanti


Settore automobilistico

ULTEM® PEI 1010 nel settore automobilistico, fornisce agli utilizzatori un rendimento elevato, ad un costo effettivo più basso in alternativa al metallo: abbastanza forte per
sostituire l'acciaio in alcune applicazioni e per sostituire l'alluminio in altri.

ULTEM® PEI 1010 può essere usato per applicazioni come organi di trasmissione,
corpi farfallati, componenti di accensione, sensori e alloggiamenti termostato.
ULTEM® PEI 1000 è in grado di offrire:
· Resistenza al calore fino a 200 °C, RTI di 170 °C
· Resistenza chimica contro la maggior parte dei combustibili, liquidi e degli olii
· Eccellente stabilità dimensionale (basso creep sensibilità e basso coefficiente uniforme
espansione termica)
· ritenzione a forza di coppia superiore
· Eccellente lavorabilità con tolleranze di stampaggio molto strette
· Eliminazione di operazioni secondarie come la lavorazione e anodizzazione

MODELLAZIONE PER APPARATI DI TELECOMUNICAZIONE

Le sue capacità di placcatura uniche fanno di ULTEM® PEI 1010 il materiale di scelta per Telecomunicazioni e applicazioni MID.

ULTEM® PEI 1010 consente la combinazione di funzioni elettriche esattamente con le stesse prestazioni di un oggetto stampato ad iniezione. Si può utilizzare per realizzare prototipi di componenti meccanici a comando elettrico: unità, componenti di computer, telefono cellulare antenne interne, RF-duplexer o microfiltri e connettori per fibre ottiche, connettori, componenti MCB come alloggiamenti, alberi e leve, interni unità disco fisso, FOUP , PCB, interni MCCB, dispositivi Plenum, interni Proiettore LCD, componenti delle celle a combustibile e molte altre applicazioni.


ULTEM® PEI 1010 è in grado di offrire:
· capacità di placcatura con la sostanza chimica nel processo di incollaggio
· produttività significativa resa attraverso l'integrazione di componenti e facilità di montaggio degli stessi
· Elevata resistenza al calore fino a 200 °C
· Stabile costante dielettrica e Fattore di dissipazione in un ampio intervallo di temperature (da sotto zero a 200 °C) e per le frequenze (1 Hz - 1010 Hz)
· Eccellente stabilità dimensionale (basso creep sensibilità e basso coefficiente uniforme
espansione termica)
· lavorabilità costante e, pertanto, riproducibilità dei pezzi

HVAC / Fluid Handling
Nei casi in cui il calore e fluidi sono combinati in un'applicazione, ULTEM® PEI 1010 è in grado di offrire un equilibrio ideale di proprietà.

Per applicazioni come giranti acqua-pompa, valvole di espansione, serbatoi di acqua calda e calore sistemi di scambio, ULTEM® PEI 1010 offre:
· resistenza al calore a lungo termine, RTI di 170 °C
· Resistenza linea di saldatura, necessaria a causa di alta temperature e pressioni dinamiche
· approvazione acqua potabile fino a 90 °C (approvazione KTW)
· proprietà meccaniche eccellenti sotto condizioni di acqua calda
· Buona stabilità all'idrolisi
· eccellente stabilità dimensionale (basso creep sensibilità e basso coefficiente uniforme
dilatazione termica)

PROPRIETA' FISICHE
DESCRIZIONE VALORE METODO DI TESTING
Densità 1,27 g/cm3 ISO 1183


PROPRIETA' MECCANICHE ( vedasi il più completo data sheet allegato )

DESCRIZIONE VALORE METODO DI TESTING
Tensile stress 3200 Mpa ISO 527-2
Flexural Modulus 3300 Mpa ISO 178
Impatch strenght notched izod 5.0 Kj/m2 ISO 180

IMPOSTAZIONI DI STAMPA

ATTENZIONE: per questo tipo di filamento è consigliato l'uso di macchine con camera chiusa calda. L'uso senza camera calda è possibile ma non è consigliato per problemi di delaminazione e difficoltà adesione layers. Necessario HOT-END in Acciaio inox con ugello trattato termicamente in acciaio per utensili A2 e con un rivestimento resistente all'usura tipo Duraplate-3D ™ necessario per una resistenza all'usura nel tempo ed un fluidità superiore costante per una stampa di qualità superiore.

CONDIZIONI DI STAMPA CONSIGLIATE:
• estrusore Temp: 330-350 °C (in metallo vedi nota)
• Temp letto: 110-120 °C – se possibile anche max 160 °C
• Letto Preparazione necessaria: PEI nastro, Polyimide Nastro, leggermente sabbiato FR4 o Perf bordo.
• Altro: No ventola di raffreddamento, velocità di stampa di 1.000 mm / min (punto di partenza)
Ricottura parti stampate
Se necessario, le parti stampate con il PEI, possono essere temperati in un forno ad aria calda per ridurre le sollecitazioni di stampa occulte che possono essere presenti nella parte. Questo tipo di sollecitazioni, possono verificarsi in qualsiasi materiale plastico e possono provocare proprietà meccaniche inferiori alle attese. Se ciò si verificasse con l'oggetto stampato in 3D, è possibile seguire 5 semplici procedure passo-passo di seguito riportate per la ricottura e la tempra delle parti stampate in ULTEM® PEI 1010.

Fase 1: Posizionare l'oggetto stampato raffreddato a temperatura ambiente, all'interno di un forno industriale a temperatura controllata.
Fase 2. Impostare la temperatura a 150 °C e lasciare stabilizzare a calore per 1 ora.
Fase 2: Dopo 1 ora a 150 °C, aumentare la temperatura del forno a 200 °C e lasciare stabilizzare per 1 ulteriore ora aggiuntiva.
Fase 3: Dopo 1 ora a 200 °C, ridurre il calore di nuovo a 150 °C e lasciare stabilizzare per 30 minuti.
Fase 4: Dopo 30 minuti, spegnere il forno ed attendere che la parte stampate torni a temperatura ambiente all'interno del forno.
ATTENZIONE, NON APRIRE MAI IL FORNO PRIMA CHE SIA COMPLEAMENTE FREDDO (TEMPERATURA AMBIENTE) CIO' PROVOCHEREBBE POSSIBILI CRACKING ALL'INTERNO DEL PEZZO IMPOSSIBILI DA VEDERE MA PERICOLOSI PER L'USO PREVISTO DEL PEZZO


venerdì 27 maggio 2016

PCL POLICAPROLATTONE FILAMENTO PER STAMPA 3D USO PROTESICO ALIMENTARE MALLEABILE COME PLASTILINA

PCL POLICAPROLATTONE ø 1,75 MM

Il policaprolattone (PCL o PLC) è un polimero semicristallino sintetico biodegradabile.


Essendo dotato di buone caratteristiche di biocompatibilità e di un'elevata stabilità termica, è molto utilizzato nel campo delle applicazioni biomedicali; ha inoltre una buona resistenza nei confronti del cloro, dell'olio, dell'acqua e dei solventi in genere.

FILOPRINT propone questo interessante tipologia di filamento in vendita sul suo SHOP cliccando qui

Il policaprolattone PCL ha una temperatura di fusione di 59-64 °C e una temperatura di transizione vetrosa vicina ai -60 °C: quest'ultima è particolarmente bassa rispetto ad altri polimeri bioriassorbibili usati per applicazioni biomediche. La temperatura di decomposizione è pari a 360 °C.
Questo polimero è spesso usato come additivo per migliorare le caratteristiche di lavorazione e le proprietà di resine; può essere inoltre mescolato con l'amido per abbassarne il costo relativo ed aumentarne la biodegradabilità.
Il PCL si degrada per idrolisi a causa della presenza all'interno della sua struttura di legami esteri; dato che lo stesso meccanismo di degradazione avviene nel corpo umano in condizioni fisiologiche, questo materiale ha ricevuto una particolare attenzione per la realizzazione di dispositivi impiantabili. In particolare, il policaprolattone è utilizzato per la realizzazione di impianti di lunga durata, a causa della sua più lenta degradazione rispetto al polilattide. Il suo utilizzo all'interno del corpo umano, ad esempio come elemento di rilascio di sostanze, come sutura o come elemento di adesione, è approvato dalla FDA.
Negli ultimi anni l'uso di questo polimero ha trovato largo impiego, una volta disciolto in cloroformio, con la tecnica dell'elettrospinnig (FDA).

Il PCL POLICAPROLATTONE commercializzato da FILOPRINT è realizzato con materia prima di primissima qualità della Capa ™. Eccezionale resistenza all'idrolisi e stabilità termica significa che può prendere il calore. Gli elastomeri usati come materia prima vengono selezionati per alcuni dei compiti più difficili in cui la durata e l'affidabilità delle prestazioni in ambienti critici. Sottoposto agli ambienti più difficili, tra cui il calore, il freddo, l'usura, lo stress e sostanze chimiche, il PCL non deve solo sopravvivere, ma anche sopportare per lungo tempo tutti questi attacchi. Il prodotto Capa ™, sia per TPU o del cast elastomeri, migliorano significativamente le proprietà delle prestazioni che mantengono il prodotto stampato in 3D in buona forma per una lunga durata di uso senza problemi.

PCL Capa ™ migliora le proprietà dei prodotti finali di base TPU, quali guarnizioni, O-ring e guarnizioni di tenuta, che richiedono prestazioni robuste sotto pressione. Per gli elastomeri del cast Capa ™ si raggiunge il massimo in termini di durezza, durata e flessibilità necessarie per l'affidabilità delle prestazioni in applicazioni dell'oggetto stampato. Ciò include anche rulli industriali, schermi minerari e prodotti premium finali, come scarpe sportive e paraurti uso Automotive.
Informazioni tecniche:

Policaprolattone (PCL) è una plastica biodegradabile di alta qualità derivate da materie prime petrolchimiche che è compostabile in condizioni di compostaggio domestico. PCL è un poliestere che è semi-cristallino con conseguente aspetto finale bianco pulito, il prodotto può essere colorato facilmente. La densità del PCL è di circa 1,2 kg / cm3 e ha proprietà meccaniche elevate. PCL fonde intorno a 60 ° C, che lo rende un materiale termoplastico di sicurezza per la stampa. E con una temperatura di transizione vetrosa di -60 ° C il prodotto è estremamente flessibile e resistente.

Le proprietà uniche del 3D4MAKERS PCL Filament lo rendono particolarmente adatto per l'uso nelle stampanti FDM e FFF 3D. Il materiale ha una eccellente adesione tra gli strati che si traduce in un grande miglioramento della resistenza all'urto, resistenza, durevolezza e il processo di stampa. A causa del basso punto di fusione PCL può essere ri-modellato dopo stampa 3D con acqua di 55 ° C. L'oggetto già stampato, una volta scaldato in acqua, si può modellare come plastilina ed una volta che si raffredda riprende le sue caratteristiche inziali. Questa operazione si può ripetere all'infinito.

Il PCL filamento prodotto dalla 3D4MAKERS è conforme alle normative europee CE n 1935/2004 e CE n 10/2011 in materia di materiali ed oggetti di plastica che entrano in contatto con gli alimenti.



Il peso molecolare secondo le norme ASTM del PCL è:

Mn GPC, THF, 25 dg celsius 47500 +/- 2000
Mw GPC, THF, 25 dg celsius 84500 +/- 1000
Mz GPC, THF, 25 gd Celsius 130000 +/- 5000

Polidispersità (Mw / Mn) 1,78

Numero CAS 24980-41-4

Purezza> 99%

giovedì 26 maggio 2016

COME STAMPARE IN 3D NYLON TAULMANN T-GLASE CON TRASPARENZA COME IL VETRO

COME STAMPARE IN 3D NYLON TAULMANN T-GLASE CON TRASPARENZA COME IL VETRO


Hacking t-glase!

FILOPRINT propone questo interessante tutorial per la stampa 3D del noto filamento della TAULMAN T-GLASE che è un polimero PET ad alta resistenza che si stampa di solito con le stesse impostazioni generiche utilizzate per il PLA, ma con una temperatura di stampa di circa 235°C. Tutti i profili di raffreddamento e le tecniche di solito utilizzate per il PLA rimangono invariato con l'uso del T-GLASE. Alcuni utilizzatori importanti mondiali quali AOSmith, così come centinaia di officine tecniche e meccaniche, usano T-glase per la sua elevata funzione di non delaminazione durante la stampa di pezzi di grandi dimensioni. Tuttavia, per ottenere un aumento della trasparenza della parte finale per l'estetica, si ha la necessità di aumentare le dimensioni dei layers e così facendo si ha bisogno di rallentare la velocità di stampa in base al maggiore flusso di materiale.


E' normale che, anche un filamento trasparente come la versione CLEAR del T-GLASE, non sarebbe stata sufficiente a dare trasparenza e profondità ottica all'oggetto stampato con tecniche FDM, ma grazie all'uso di resine epossidiche si può eliminare quasi del tutto le linee visibili dei vari layer attraverso una “verniciatura” e conseguente raggiungimento di una trasparenza molto simile al vetro.


Una società specializzata in resine epossidiche artistiche e industriali, la "Smooth-On" ha in catalogo un prodotto chiamato "XTC-3D" composto da 2 soluzioni diverse, per la post-lavorazione con verniciatura delle parti stampate in 3D. La TAULMANN ha quindi eseguito alcuni test rapidi di cui vi diamo seguito nel TUTORIAL di seguito riportato. Le foto al seguito mostrano i risultati davvero notevoli.



I risultati:



1. Seguire i tempi di asciugatura corretti leggendo attentamente le istruzioni sulla bottiglia di XTC-3D.

2. Una volta applicato XTC-3D, si asciuga dando origine ad una superficie tipo smalto dura e resistente.

3. Il numero di strati di resina da applicare di solito sono massimo due. Una sola applicazione può bastare, ma risulta essere più difficile da gestire. La foto con il contenitore rosso ( usato il T-GLASE DI COLORE ROSSO ) mostra appunto la sezione superiore più “opaca” alla quale è stato applicata un solo passaggio, mentre la sezione inferiore più “trasparente” ha due passate di resina.


4. La resina miscelata è di un colore bianco opaco, ma quando si intinge il pennello si fa più chiara. Più strati si applicano e più opaca diventa la superficie, ma comunque accettabile.

5. La resina, anche se spalmata a mano con il pennello è autolivellante, ma si consiglia di usare una macchina tipo come uno SPINNER da CNC ( oppure un trapano tipo DREMEL) per assicurarsi di depositare la resina in modo più uniforme possibile. Ciò preserva dall'errore di un'eccessiva sedimentazione di resina sulla parte, richiedendo così più mani ma più precise e ben equilibrate di prodotto. La macchina SPINNER (o dremel) in questo caso, ha ruotato il pezzo a circa 100rpm durante l'applicazione di rivestimento ed a 40RPM, durante il tempo di asciugatura, in modo da non lasciare che la forza centrifuga svolgesse un ruolo negativo. ( vedere nota sul fondo pagina )

6. La parte chiara indicata è quella ricoperto con il trattamento per consentire di vedere la differenza.


7. La cosa più importante è stato il risultato della mancanza di bolle anche dopo l'uso di questa resina epossidica. Questo perchè T-GLASE è molto resistente alle sostanze chimiche dei prodotti acidi come appunto l' XTC-3D. SE si prova a fare un test con altri materiali come il PLA od ABS trasparenti si hanno solo risultati molto opachi. 

NOTA:

MACCHINA Spinner – E' possibile usare un trapano elettrico standard con applicato una ruota levigante rotonda al mandrino per eseguire il trattamento abrasivo sulle superfici interne ed esterne del pezzo ( ove possibile ). Per fare questo è possibile levigare con carta abrasiva molto fine il pezzo e poi eseguire il trattamento con la resina. Per automatizzare un po' l'operazione è possibile controllare la velocità del trapano con un alimentatore DC ( con un utensile tipo dremel ). La velocità sarà quindi variata in base alla tensione applicata e con 6-12 volt CC ci permette di rendere la velocità del trapano piuttosto lenta. SE si effettua una calibratura dall'alimentatore si può facilmente realizzare le velocità sopra indicate con il numero di giri necessari alla giusta operatività. Una volta passato scartato il pezzo va passata la resina ed impostata la velocità del trapano a circa 40RPM e lasciare che il processo di essiccazione si completi. Nel giro di poche ore, si sarà in grado di ottenere i risultati che si vedono in foto.




COME STAMPARE T-GLASE NYLON TAULMANN PORTALAMPA SEMITRASPARENTE

COME STAMPARE DEI COPRILAMPADA SEMITRASPARENTI CON T-GLASE



Alcuni dei nostri clienti ci chiedono come è possibile sfruttare la possibilità di far passare la luce con il filamento T-GLASE TRASPARENTE in modo da poter stampare in 3D degli oggetti simili a coprilampada di grandi dimensioni o più semplicemente degli oggetti decorativi a copertura della luce ( sia led che neon ) composti da grandi LAYERS.



Alcuni studenti di architettura ci hanno indicato un suggerimento per la realizzazione di elementi a sostituzione di pesanti blocchi di vetro per l'illuminazione già presente in una sede stradale. Gli studenti volevano la sostituzione con un oggetto stampato in 3D identico a quello in vetro ma assolutamente più leggero dell'attuale presente in loco. In aggiunta a questo, si è espresso il desiderio di avere la parte stampata ad un costo competitivo rispetto appunto all'originale in vetro. La risposta è stata di estrudere il materiale TAULMANN T-GLASE da noi venduto sul nostro shop on-line come concessionari ufficiali in Italia della famosa azienda Saint Peters nel MISSURI – U.S.A.

E' stato quindi suggerito di adoperare un ugello molto grande per realizzare layer alti e spessi senza problemi di adesione. VEDI FOTO 1,2 E 3




A tal proposito sono stati quindi implementati i seguenti set-up macchina:

Quello che si vede nelle foto è stato stampato utilizzando un ugello da 1,2 mm con un hot- end standard. Ciò permette una zona di fusione più grande, aumentando la velocità di stampa.
La Temperatura di stampa è stata settata a 260°C
Il materiale T-GLASE è quello CLEAR con diametro 1,75 millimetri
IL THREAD (nel setting slicer ugello) è impostato su 1,8 millimetri, larghezza di thread finale in SLICER è 2,16 millimetri.
Velocità impostata a: 12mm / s
altezza Layer è 1,6 millimetri.

Il risultato porta ad un aspetto screziato, simile al vetro vero e proprio. Una velocità bassa della ventola di raffreddamento correggerà eventuali piccoli difetti. A causa di una tale velocità di stampa così lenta, La ventola poptrebbe addirittura non essere necessaria su pezzi di grandi dimensioni.

T-glase è ha una delle più alte specifiche di trasmissione luminosa di tutti i polimeri fino a 92%. T-glase è anche molto trasmissivo e riflettivo. Mentre la chiarezza di T-glase non è altrettanto buona come uno standard di vetro, le parti stampate con il processo indicato possono risultare sufficientemente “luminose” ma nello stesso tempo leggerissime e resistenti molto più che del vetro che, a causa del suo peso e della sua frangibilità, se cade per terra può facilmente rompersi sbriciolandosi in mille pezzi. L'oggetto realizzato con questo polimero T-GLASE inoltre, rendere il pezzo molto più leggero da sostenere dalla struttura portalampada.




venerdì 20 maggio 2016

COME STAMPARE IN 3D CON IL FILAMENTO XT HT 5300 UN OGGETTO CON LA MASSIMA TRASPARENZA POSSIBILE

COME STAMPARE IN 3D CON IL FILAMENTO XT HT 5300 UN OGGETTO CON LA MASSIMA TRASPARENZA POSSIBILE


FILOPRINT propone, grazie all'aiuto di Jos Deelen tecnico del TEAM Colorfabb, un piccolo tutorial indicativo su come eseguire una stampa in 3D con un elevato livello di trasparenza.

Premettiamo che questo test ovviamente è solo una indicazione di massima ed il grado di trasparenza raggiunto e visibile nelle foto, è riferito a setting di stampa indicati che ovviamente potrebbero non essere validi per tutte i vari modelli generici di stampanti 3D FDM

Il materiale usato è precisamente il XT HT 5300 TRASPARENTE appunto della ColorFabb, che di fatto è molto adatto a questo tipo di resa grazie alle sue elevate caratteristiche di flusso. Maggiori informazioni saranno pubblicate in seguito appena saranno completati ulteriori test di prova.


Tuttavia è possibile tentare di eseguire una prova anche già fin da subito in modo da cercare soluzioni qualitative indirizzate alla massima trasparenza possibile.

Il modello del test di questo tutorial è possibile scaricarlo gratuitamente da Walter Hsiao su Thingiverse a questo link qui: http://www.thingiverse.com/thing:854360

A causa del processo di stampa 3Ddi tipo additivo, c'è sempre un limite a quanto trasparente possa risultare la vostra stampa 3D. Con la maggior parte dei materiali si notano piccole lacune tra le righe stampate in 3D che mai realmente si riempiono, risultando quindi di un aspetto “lattiginoso” quando si stampa con filamenti trasparenti. IL filamento colorFabb_HT xt 5300 riesce a chiudere completamente queste lacune, con il risultato di una parte completamente solida e trasparente. Una stampa trasparente non solo significa nuove ed entusiasmanti applicazioni ottiche, ma anche massima resistenza in quanto il materiale è completamente fuso in ogni suo layer.


Per un eventuale acquisto valutativo prego visionare al scheda prodotto cliccando qui: http://www.filoprint.it/xt-ht-5300-o-175-mm/325-xt-ht-5300-clear-o-175-mm.html#/colore-cristal/dimensione-bobina

Materiale e calore

La stampa di prodotti molto chiari si basa principalmente su due aspetti fondamentali: estrudere abbastanza materiale ed ottenere abbastanza calore (energia) nel nuovo materiale. Il modo più semplice per iniziare è il blocco in alcune impostazioni e giocare solo con la temperatura, la velocità e la portata.

Abbiamo iniziato con un ugello 0,8mm; nessun raffreddamento; 0,1mm layerheight; 20mm / s e naturalmente 100% di infill. In termini di temperatura, impostare il lettino riscaldato al massimo e spingere il vostro hotend fino ad almeno 260 °C. Usando questo come punto di partenza, è possibile già eseguire lavori sufficientemente trasparenti con diversi tipi di macchine, il che porta quindi a supporre che questa sia la strada gisuta da seguire per uno standard di stampa trasparente.

Ovviamente le variazioni personalizzate di setting tra varie stampanti (anche dallo stesso tipo!) porteranno sicuramente a risultati migliori ma questa è comunque un'indicazione di base su cui muoversi. Inoltre, l'eventuale materiale di rivestimento del letto di stampa ha una grande influenza sulla trasparenza. Un cappotto di una spruzzata di lacca per stampa 3d ( tipo 3DLAC) su una lastra di vetro sembra funzionare al meglio e si consiglia per ora di usare questo metodo.

Il primo obbiettivo è quello di ottenere la giusta temperatura del materiale con la giusta quantità di materiale appunto da estrudere

Questa è possibile ottenerlo da una combinazione equilibrata tra un volume per secondo di materiale in estrusione e la temperatura ugello. Se la stampante ha un massimo di 260 °C e non è possibile salire, allora conviene giocare con la velocità, altrimenti ( se la macchina lo permette) si potrebbe provare a stampare un po' più caldo per consentire una maggiore velocità.

Una stampa troppo calda si tradurrà in bolle minuscole all'interno della stampa oltre che rendere l'oggetto finito di una colorazione un po' tendente al giallastro. La stampa troppo fredda invece non permettere di fondere bene i layer insieme rendendo la stampa piena di strisce biancastre.
Con la temperatura come sopra indicata, si può iniziare a giocare con il flusso. Provare ad alzarlo al massimo senza perdere (troppo) di precisione dimensionale evitando quindi di generare artefatti come rigonfiamenti o malformazioni sulla parte superiore della stampa. Giocando quindi con il flusso ed ottimizzarlo al massimo si possono realizzare oggetti come quelli in foto, senza dover trattare poi la parte con nessun tipo di post-elaborazione.

Con qualche sforzo in più, però, è possibile creare parti che sembrano incredibilmente trasparenti.

Usando la stessa tecnica per la post-elaborazione di oggetti stampati con tipologie di filamenti metallici ( vedi bronzefill – brassfill – copperfill), è possibile levigare l'oggetto esternamente utilizzando carta abrasiva fina a 600 grit. Questo si traduce in una levigatura molto omogenea ma la finitura si opacizza. La cosa si può risolvere con l'applicazione di smalto per rendere la parte davvero incredibilmente trasparente. Vi faremo sapere appena possibile altri test in merito a questo tipo di operazione.


IL risultato con la levigatura è quello della foto con sfondo blu allegata

mercoledì 18 maggio 2016

FILOPRINT PROPONE UN NUOVO FILAMENTO POLIPROPILENE CARICATO CON TALCO AL 40% MASSIMA RESILIENZA

POLIPROPILENE CON TALCO PP/TALC ø 1,75 MM

FILOPRINT commercializza un nuovo polimero molto resistente e funzionale per numerose applicazioni: clicca qui

Il POLIPROPILENE CON TALCO è un nuovo filamento costituito da una base di POLIPROPILENE caricata con TALCO al 40%. Il Polipropilene omopolimero caricato con Talco permette l'uso nella stampa 3D FDM per la generazione di oggetti che devono resistere a varie condizioni termiche ed è stato progettato per offire un'elevata stabilità dimensionale combinata con buone proprietà meccaniche ed estetiche.


Anche se la scoperta del PP è ancora oggetto di dibattito, Giulio Natta è riconosciuto come il primo
ricercatore ad avere studiato e delucidato la struttura di questo materiale. Karl Ziegler e Giulio Natta furono insigniti, nel 1963, del premio Nobel per la chimica per i loro lavori nella sintesi e caratterizzazione strutturale di nuovi polimeri, in particolare appunto del polipropilene.

Le caratteristiche del POLIPROPILENE CON TALCO ( PP/TALC) offrono un’ampia gamma di proprietà molto interessanti, tra cui:
  • una combinazione ottimale tra tenacità e rigidità
  • una stabilità al calore a lungo termine
  • un buon equilibrio di prestazioni di rigidità e resistenza agli urti
  • un’ottima resistenza agli agenti chimici


I campi applicativi del PP con talco possono essere integrati soprattutto nell'ambito dell'AUTOMOTIVE. Si possono infatti realizzare: carene insonorizzate, carene sotto motore, elementi per fanaleria anteriore e posteriore, parti estetiche motore, box filtri aria, coperchio copri motore.
Il polipropilene possiede comunque un vasto range di applicazioni, che vanno dagli imballaggi, ad oggettistica ludica e funzionale per un uso durevole.
Il polipropilene può essere riciclato ed è molto resistente all’umidità, a sostanze chimiche e a solventi in genere.

Il rinforzante inorganico come il talco ha la proprietà di aumentare il modulo elastico e la resistenza meccanica del polipropilene, con una riduzione della resistenza all’impatto. Uno dei meccanismi di azione è l’interazione con il polimero e la riduzione del volume libero all’interno del materiale, aumentando la rigidità e la temperatura di transizione vetrosa ma causando una diminuzione della resilienza a basse temperature (< 0° C).

Tuttavia la diminuzione di resilienza sotto lo Zero Celsius è di fatto intrinsecamente legata al suo valore. Infatti è difficile meteorologicamente, superare una soglia di operatività con temperature esterne inferiore a -30 gradi Celsius ed entro questo range di temperatura ( 0 /-30 °C) non si hanno drastiche cadute di prestazioni in termini di resistenza finale dell'oggetto stampato in 3D.

PARAMETRI DI STAMPA POLIPROPILENE CON TALCO

Temperatura ugello : 220 - 240 °C

Piatto di stampa : lastra in polipropilene o piatto caldo con kapton 110 °C e collante (meglio se collante per polipropilene) tappetino BUILD-TAK


SU INDIEGOGO LA NUOVA CAMPAGNA TUTTA ITALIANA PER IL FILAMENTO KANESIS IL NUOVO POLIMERO BIOPLASTICO DERIVATO DALLA CANAPA

SU INDIEGOGO LA NUOVA CAMPAGNA TUTTA ITALIANA PER IL FILAMENTO KANESIS IL NUOVO POLIMERO BIOPLASTICO DERIVATO DALLA CANAPA


FILOPRINT è lieta di annunciare un nuovo interessante prodotto tutto Italiano. Si chiama HempBioPlastic (HBP) questa nuova interessante tipologia di bioplastica nata da una idea di due brillanti "Artigiani di idee" che rispondono al nome di Giovanni e Antonio, che sono riusciti con tenacia, competenza, convinzione di intenti a portare a termine questo ambizioso progetto che ha già fatto proseliti non solo nel mondo della stampa 3D.

FILOPRINT avrà questo materiale in vendita appena Kanesis sarà in grado di produrlo per la messa in commercio che tuttavia dipende dall'esito della campagna.

La laurea in ingegneria di Giovanni e quella di economia di Antonio, li hanno portati all'apice di un percorso che si è concretizzato in un lavoro, una attività propria che gli permette ora non più di sognare ma di "fare impresa". Un'attività quindi basata su di una intuizione legata alla tradizione della nostra terra, a quello che di fatto era in passato già sfruttato per le sue doti tecniche qualitative, la Canapa appunto. Ora hanno un obbiettivo quotidiano che si rinnova con slancio sempre crescente, con il desiderio che l'alba del giorno dopo arrivi presto, più presto possibile, per migliorare ancora.


Il loro lavoro, costante ma proficuo durato più di un anno, li ha portati ad insperati quanto entusiasmanti successi in fiere, esposizioni, convegni, numerosi viaggi in tutta Europa che non hanno fatto altro che confermare che il loro "brainstorming" non era solo vento e fumo.

Il risultato del loro lavoro di gruppo, che si è evoluto mano mano che cresceva il progetto con altre persone molto importanti, ha generato HempBioPlastic (HBP) un filamento che si è rivelato meccanicamente più prestante rispetto alle altre bio-plastiche già presenti in commercio, ed esteticamente più pregevole, con venature che ricordano il legno.


HBP è resistente, facilmente lavorabile, economico. HBP è già stato brevettato a livello internazionale e di fatto è prodotto con gli scarti della filiera di canapa, finora impiegata come fertilizzante, combustibile o alimento zootecnico.

HBP risulta più leggero del 20% e più resistente del 30% rispetto al PLA.


HBP è stato appena lanciato attraverso la piattaforma di crowdfunding Indiegogo. L'obbiettivo da raggiungere è fissato ad una cifra “flessibile” di circa $ 30.000, e gli inventori sperano di raccogliere fondi per introdurre il loro HempBioPlastic innovativo ed eco-friendly nel mercato della stampa 3D.
Ricordiamo che la materia prima da cui deriva nel secolo scorso veniva prodotta e lavorata nel nostro territorio italiano del Canavese, chiamato appunto così dal nome della pianta di Canapa che era ampiamente usata per fare una vasta gamma di oggetti e strumenti, tra cui tessuti, corda, carta, e anche il cibo. Purtroppo poi ben sapete i risvolti negativi che ha avuto lo sfruttamento di tale pianta Cannabis tanto da diventare assolutamente vietata la sua coltivazione in tutto il mondo.

Tuttavia le peculiarità della Canapa sono davvero notevoli. Risulta essere un materiale forte, versatile e sostenibile, ed è risultato quindi un materiale ideale per la produzione di filamenti per la stampa 3D.


HemBioPlastic, riconoscibile dal colore marrone scuro organico, è un filamento interamente vegetale ed interamente riciclabile. Dopo aver testato diverse versioni del filamento di canapa nel corso dell'ultimo anno, è stato richiesto un brevetto per un Biocomposite da Kanèsis in Italia e lo scorso aprile si è dato vita ai primi prototipi di filamento insieme ai primi test che hanno portato ad un risultato di un filamento flessibile e forte, al 30% più forte e il 20% più leggero di tutti i filamenti “standard” di PLA.


Rispetto a filamento ABS in realtà risulta avere una migliore fusione quando se ne deposita strato dopo strato con i processi di stampa FDM. Kanèsis ci dice che il filamento in HBP è composto essenzialmente da microgranuli ricavati dalle piante incorporati in una resina termoplastica che consente una fusione migliore e coesione tra i singoli strati di stampa.

La campagna Indiegogo, che sarà in funzione fino al 17 giugno 2016, offre anche una serie di premi ai suoi sostenitori, tra cui un campione del filamento e granuli a base di HBP per $ 10 (+ spese di spedizione), oltre che una bobina di HBP filamento ( 700g di 1,75 Ø). Il filamento sarà disponibile solo nella colore naturale marrone, simil-legno, che a sua volta offre una finitura unica e attraente per gli oggetti stampati in 3D, che finiscono appunto per somigliare ad oggetti simil legno.


Per chi volesse sostenere la campagna di crowdfunding e cercare di esere i primi a provare il vostro HempBioPlastic, è possibile navigare alla pagina di Indiegogo Kanèsis a questo link: https://www.indiegogo.com/projects/hbp-hempbioplastic-filament-for-3d-printing#/


martedì 17 maggio 2016

COME PREVENIRE VUOTI DI STAMPA O ERRORI DI STAMPA 3D IN MODELLI STL

COME PREVENIRE VUOTI DI STAMPA O ERRORI DI STAMPA 3D IN MODELLI STL

Nel mondo vasto e molto tecnico, quale quello della progettazione 3D, certi tipi di problemi sono inevitabili ed all'ordine del giorno. Ecco perché FILOPRINT ha deciso di proporre un articolo molto dettagliato, redatto dai nostri amici Americani di 3DERS proprio su questi problemi, cercando di fare chiarezza su dove e come intervenire in modo corretto sul processo di progettazione 3D in modo che, in futuro, si possa facilmente evitare ed aggirare il problema in modo facile e definitivo.

Gambody http://www.gambody.com/ un sito davvero notevole per qualità e quantità di Action Figures in modelli idonei e ottimizzati per la stampa 3d, durante i suoi 3 anni di esperienza nella progettazione e vendita di numerosissimi oggetti, notò che uno dei problemi più frequenti che gli appassionati di stampa 3D devono affrontare quando si invia un file STL di stampa è quello che il modello non si riesca mai a stamparlo in modo soddisfacente senza incorrere in problemi sui parti molto piccole e dettagliate oppure addirittura con fori e/o interruzioni di stampa.

Questo articolo è stato scritto per coloro che hanno incontrato difficoltà per la stampa di modelli 3D complessi. Per rendere tutto più chiaro e facilmente digeribile, viene preso un modello 3D della figura iconica di Lara Croft proprio come esempio di base molto complesso e difficile da realizzare. Dopo che i tecnici hanno completato il lavoro sul design 3D del modello venduto a pagamento appunto sul sito della GAMBODY, esso appare come mostrato nella foto qui sotto.

FOTO 1


Logicamente, il modello è costituto della testa, tronco, arti superiori e arti inferiori. Spesso, la stampante 3D non riesce a collegare tutte queste parti insieme (questo vale solo per questi tipi di modelli statici) producendo solo un oggetto che cade a pezzi con buchi e lacune varie.

CREAZIONE DI OGGETTI A TENUTA STAGNA

Graficamente, il modello 3D stampabile di Lara Croft, è costituito da più elementi di che compongono il guscio esterno che assolvono la funzione di generare parti molto dettagliate. Tuttavia, non possiamo vedere gli elementi che compongono il guscio interno del modello, che si intersecano con gli elementi del guscio esterno, come anche gli elementi che creano il tronco e l'abbigliamento del modello.

Per distinguere tra il tronco e l'abbigliamento del modello 3D, sono stati colorati in modo diverso.

FOTO 2


Al momento l'analisi si basa sulle 2 parti, il tronco e l'abbigliamento (graficamente, queste due parti rappresentano 2 oggetti diversi).

FOTO 3


Come si è visto, gli oggetti sono a tenuta stagna; non ci sono buchi o lacune intrinseche. Questo è l'unico modo possibile per cui la modellazione 3D di disegni cosi particolareggiati, sia necessario al fine di ottenere risultati di stampa puliti. Non ci devono essere spazi vuoti tra le due parti, se i piani/facce degli oggetti si intersecano.

A titolo di esempio, prenderemo un oggetto costruito da 2 elementi primitivi:

FOTO 4


Quando si intersecano 2 primitive separate, vediamo che solo una parte della primitiva blu si vede ad occhio nudo, mentre l'altra parte è "inserita" nel primitivo rosso.

FOTO 5 + FOTO 6



Questo è un modo corretto per progettare un modello 3D per la stampa. Non si ha necessariamente bisogno di utilizzare la funzione "merge" per fare un modello per la stampa.
PREPARAZIONE E CONTROLLO DEL FILE STL PER LA STAMPA 3D

Quello che dovete fare adesso è quello di convertire l'oggetto costruito da 2 primitive intersecate in un file STL. Controllare la presenza di errori in Netfabb:
http://www.netfabb.com/ (è possibile scaricare Netfabb gratuitamente da Internet).

FOTO 7


Se l'oggetto è accuratamente modellato, Netfabb genera il messaggio "riparato al 100%". Ciò significa che l'oggetto ha superato il test e non ci sono errori, in modo che possiamo continuare con il nostro lavoro.

Salvare il file riparato e aprirlo in un generatore di file STL G-CODE (manipolazioni fatte su X, Y, Z. letti dalla stampante 3D). Ogni produttore della stampante 3D fornisce alcuni software per questa conversione. È possibile trovare il software e le guide sui siti ufficiali del produttore delle stampanti 3D. In questo caso viene usato CURA 15.06 per Ultimaker2.

Quando abbiamo importato il modello riparato al 100% in CURA 15.06, apparirà come segue:

FOTO 8 + FOTO 9



Dopo aver importato il modello in Cura 15.06 e controllato il modello per vedere se gli strati sono corretti, possiamo notare che il modello è composto da diverse parti separate. Il taglio RIP ci permette di vedere che la primitiva di colore blu si interseca con la seconda primitiva e divide il nostro modello in 3 oggetti separati, senza punti di giunzione tra di loro. Questo genera la stampa del modello 3D non corretta, cioè il modello si stampa in due oggetti separati che cadono letteralmente a pezzi.

Foto 10


CORRETTA CONFIGURAZIONE SOFTWARE PER UNA STAMPA 3D DI QUALITA'

Per evitare questo tipo di problema, è richiesto di immettere valori di configurazione corretti nel software CURA 15.06, in modo che il modello venga stampato correttamente.

CURA, come qualsiasi altro software, supporta impostazioni che consentono la stampa del modello 3D già convertito in un file STL nel suo complesso intero funzionale e non come tanti oggetti separati.

Foto 11


Se inseriamo 0,00 millimetri di valore per l'impostazione, il software genererà 3 oggetti separati e la stampante stamperà 3 parti separate. Se inseriamo 0,04 millimetri di valore, il software genera il modello come a tenuta stagna, senza lacune o buchi nel modello stesso (più grande è il valore, più spessi saranno gli strati, operazione che consigliamo vivamente).

Foto 12


Questa caratteristica può essere riconosciuta sotto nomi diversi dal software e quindi si consiglia di controllare le linee guida del manuale utente e quelli on-line messi a disposizione sul sito ufficiale dei vari produttori di stampanti 3D.

E' stato quindi eseguito, con i settaggi riportati alla destra delle immagini sotto, un test sul modello di Lara Croft in 3D.

Foto 13 + Foto 14



Come si vede nelle foto sopra, l'oggetto “clothing” separa l'arto superiore del modello dal suo tronco.

Foto 15


Quando si inserisce le impostazioni di cui sopra quindi, il software genera un modello a tenuta stagna e senza errori.

Foto 16


Naturalmente, alcuni software hanno impostazioni di default, che potenzialmente possono semplificare questo processo e non sarà necessario cercare la funzione per inserire i valori d'impostazione corretti. Se, tuttavia, la funzione non è impostata di default, ci vorranno solo un paio di minuti per immettere i valori di impostazione giusti, cosa che farà risparmiare sia tempo di stampa che materiale.

Gambody, per ogni modello venduto sul suo portale, fornisce i giusti setting di stampa testati e raccomandati al fine di eseguire la stampa perfetta di tutti i modelli 3D disponibili. Si consiglia quindi di usarli sempre quando si invia alla stampa un modello similare a quello presente in questo tutorial per avere il massimo dettaglio possibile ed un preciso risultato di stampa 3D.

FOTO 17 + FOTO 18




CONCLUSIONI

FILOPRINT spera che questo articolo possa aiutare l'utente a far luce su alcuni problemi comuni che molti devono affrontare quando si stampano file STL similari a questo. Passare del tempo in più per fare in modo che l'oggetto sia corretto nella sua modellazione e che il software di stampa sia configurato correttamente, si tradurrà in una stampa 3D precisa, senza buchi o errori, con elevato dettaglio.