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giovedì 14 luglio 2016

TPE HP ULTRAFLESSIBILE E SUPER RESILIENTE PER USO INDUSTRIALE AUTOMOTIVE, AEREOMOTIVE, MECCANICA SHORE A74

TPE HP ULTRAFLESSIBILE E SUPER RESILIENTE PER USO INDUSTRIALE AUTOMOTIVE, AEREOMOTIVE, MECCANICA SHORE A74


FILOPRINT  propone un nuovissimo tipo di filamento flessibile TPE HP FLEX A74 in vendita sullo shop on-line. Per visionare la scheda prodotto fare CLIC QUI

Si tratta di un elastomero della famiglia termopoliuretanica di categoria superiore, di base TPE, con ottime caratteristiche i memoria di forma. Quando stampato se piegato, compresso o torto, ritorna velocemente al suo stato originario. Con uno shore A 74 (D22) risulta essere molto morbido ma nello stesso tempo non difficile da stampare con qualsiasi macchina FDM.


Ha un range di esercizio che va da –50° a +120°. Impiegato in molti campi industriali per le sue elevate caratteristiche di resistenza alla fatica, aggressione di oli, risposta elastica e resilienza.

Campi di applicazione:
Materiale ideale per settore calzaturiero sportivo, custodie ad alta resistenza, automotive, bumper industriali e settori che utilizzano componenti elastici come assorbitori di energia.


CARATTERISTICHE SALIENTI:
Materiale altamente tecnico flessibile. Perfetto per oggetti che devono avere una flessibilità e morbidezza molto accentuata.
Resistenza molto elevata all'abrasione e ai graffi. Risulta essere davvero a prova di usura.
Resistenza alla trazione con un Mpa di 32 (ISO 527).
Gli oggetti stampati in 3D avranno caratteristiche termiche di resistenza eccezionali.
Valore igroscopico molto basso, non c'è bisogno di preoccuparsi dell'umidità.

Molto più facile da stampare rispetto a materiali flessibili a base termopoliuretanica – TPU, FLEXIBLE TPE-HP si differenzia per uno SHORE A 74 corrispondente ad un D 22 (quindi più MORBIDO rispetto ad uno con shore A85/A95 come ad esempio ninjaflex flex o semiflex) – Possiede anche una qualità molto interessante di una ESTREMA velocità di stampa di ben 1600 mm/1°



Con un punto di fusione a 134 °C, un punto di rammollimento a 58 °C ed un forte equilibrio di assorbimento acqua a ben 0,04 % e soprattutto ad un CHARPY IMPACT ( resistenza all'urto) assolutamente a zero, con noched a +23° che a -30° - ne fanno uno dei filamenti più performanti per uso industriale mai realizzati prima.

COME STAMPARE FLEXIBLE TPE-HP:

Temperatura stampa: 240 °C +/- 10
Temperatura letto di stampa: 100 °C -10/+15 °C
Preparazione letto stampa: NASTRO BLU / KAPTON / BUILD-TAK
Velocità di stampa: mm/1° = fino a 1600 mm/s
Nozzle: ø 0,35 mm

Ventola di raffreddamento: a zero  

sabato 9 luglio 2016

PLA TEC IN VENDITA SU FILOPRINT UN FILAMENTO RESISTENTE A TEMPERATURE OLTRE 120 °C ECOCOMPATIBILE E PER ALIMENTI

PLA TEC IN VENDITA SU FILOPRINT UN FILAMENTO RESISTENTE A TEMPERATURE OLTRE 120 °C ECOCOMPATIBILE E PER ALIMENTI


FILOPRINT presenta PLATEC® è un interessante tipologia di filamento, con base PLA e quindi facile da stampare, con caratteristiche di estrema resistenza alla trazione, torsione e calore fino a 120 °C.


Equiparabile ad altre tipologie similari come XT HT 5300 di Colorfabb ed anche a PLA HIGH TEMP IRIDESCENTE di Proto-Pasta già da tempo in vendita nel nostro shop on line, FILOPRINT distribuisce da oggi anche questo performante filamento PLATEC.

PLATEC® fa parte di una catena di prodotti biodegradabili composti da biopolimeri di materie prime rinnovabili con caratteristiche tecniche straordinarie che riassumiamo di seguito:
Temperatura di rammollimento di 120 ° C
Trazione di 44 N / mm2
Modulo elastico a trazione 2600 MPa
Carico di rottura di 24 N / mm2
Sforzo a trazione a rottura del 97%
Resistenza all'urto Charpy (23 ° C) di 59 kJ / m



PLATEC® è uno dei pochi bio-filamenti per stampa 3D con elevate prestazioni. Estremamente resiliente, sulla base della sua natura PLA biodegradabile, ha una temperatura di rammollimento 120 °C
Caratteristiche PlaTec

Resistente a temperature fino a 120 °C
Estremamente stabile
Forte tenuta tra i layer
Nessun stringing ( tesatura )
Nessuna deformazione
Adatto per un uso alimentare
Nessun odore di emissione fumi
Temperatura di stampa bassa (190-200 °C)
Facilità di Post-lavorazione
Layer poco visibili
Alta velocità di stampa 3D
Lavabile in lavastoviglie
Biodegradabile

PLATEC® è un materiale che si ottiene da materie prime rinnovabili ed è biodegradabile e compostabile.

PLATEC®, per sua natura, ha poco "WARPING" (ritiro durante il raffreddamento), è quasi inodore ed è idoneo per contenere alimenti umani ed animali sia liquidi che solidi.

Per la stampa di PLATEC® non è necessario avere un letto riscaldato ed il risultato della stampa ottimale si ottiene con temperature di estrusione più basse. (PlaTec 190 °C vs ABS 230 °C)
Con PLATEC® si riesce quindi ad economizzare anche il consumo energetico!

Un cosa importante è, come abbiamo già detto, l'assenza di WARPING anche su oggetti di medio/grandi dimensioni, che si equipara a qualità alla tipologia di filamento ASA.
Dopo la stampa, l'oggetto può essere levigato, lucido o dipinto se desiderato.

PLATEC® quindi si pone come un materiale alternativo all'ormai “obsoleto” ABS sia come materiale ecocompatibile che come filamento con prestazioni notevoli di resistenza ma facile da usare rispetto ad un comune ABS.



COME STAMPARE PLATEC®

Temperatura di stampa 190-195 °C
Temperatura Letto di stampa: non è necessario un letto caldo ma se posseduto si consiglia di porre la sua temperatura a max 55 °C.
Velocità di stampa: 30 - 120 mm/s

ISTRUZIONI SUL PRIMO START STAMPA

Ecco una breve descrizione come avviare rapidamente una sessione di stampa

Iniziare in posizione di parching e con la temperatura più bassa a 190 °C
Provare ad estrudere 10 mm di materiale
Se il materiale fuoriesce me risulta tropo duro come uno stecchino, aumentare la temperatura di 5 gradi e continuare con altri 10 mm di materiale, fino a che il materiale non esce morbido. La temperatura in questo momento è quella minima richiesta dalla vostra macchina per stampare correttamente PLATEC
Di solito con una temperatura di circa 10 gradi superiore alla temperatura minima si avrà la migliore temperatura di processo per la stampa con la velocità più bassa (30 mm/sec)




OTTIMIZZAZIONE DELLA STAMPA

Se si desidera aumentare la velocità di stampa, di solito occorre ottimizzare i setting di stampa come segue:

Come regola generale si dovrebbe aumentare la temperatura di 10 °C se si stampa a 20 mm / s più veloce rispetto al minimo ( quindi a 50 mm/sec )

Il tempo di permanenza all'interno dell'estrusore, è responsabile della temperatura globale del materiale, che non dovrebbe essere superiore alla temperatura di decomposizione (215 °C).

Se si stampa con velocità molto elevata, è necessario ridurre al minimo il RAMP-UP e lo STOP TIME per prevenire o ridurre al minimo la decomposizione del materiale.

Per dimostrare le eccezionali caratteristiche del materiale notare la foto della tazzina da caffè stampata con PLATEC®. Una volta stampata è stata fatta bollire in acqua ad oltre 100 °C per 2 minuti e immediatamente dopo si è posta sotto una ruota di un pesante fuoristrada, senza subire nessun danno.





venerdì 8 luglio 2016

DA IGUS C210 IL NUOVO FILAMENTO PER STAMPA 3D FDM RESISTENTE AGLI AGENTI CHIMICI ED ALTAMENTE RESISTENTE ALLE ABRASIONI E SFREGAMENTI

DA IGUS C210 IL NUOVO FILAMENTO PER STAMPA 3D FDM RESISTENTE AGLI AGENTI CHIMICI ED ALTAMENTE RESISTENTE ALLE ABRASIONI E SFREGAMENTI

Iglidur® C210, è il nuovo filamento estremamente resistente all'usura ( oltre 50 volte più di ogni altro materiale per stampa FDM) che si aggiunge ai suoi predecessori I180-PF / I170PF ed J260-PF.
In vendita su FILOPRINT come al solito a multipli di 10 metri ed in bobina da max 250 gr. questo il link alla scheda prodotto CLICCA QUI
Iglidur® C210 però aggiunge anche una caratteristica molto importante e cioè quella di essere notevolmente più resistente a molti acidi, solventi e perossido di idrogeno rispetto alla maggior parte degli altri materiali a catalogo igus®.
Le sue caratteristiche salienti sono le seguenti:
Densità 1,46 g / cm3
Colore viola
assorbimento di umidità a 23 °C e 50% r. h. 0,3 peso-%
Proprietà meccaniche:
Resistenza alla flessione 38 MPa
Modulo di elasticità 1.600 MPa
Proprietà termiche
Max. temperatura di applicazione lungo termine +100 °C
Max. temperatura di applicazione a breve termine +180 °C
Temperatura minima di applicazione -30 °C
Proprietà elettriche:
Resistenza specifica > 10¹³ Ω cm
Resistenza superficiale > 10¹² Ω
Iglidur® C210 è un filamento di caratteristiche industriali sviluppato e testato pensando alle esigenze di chi deve costruire macchinari, ad esempio, per l'imbottigliamento di bevande, trasformazione dei prodotti alimentari e confezionamento. Questi settori prevedono severe norme igieniche che, per essere rispettate,comportano l'uso di agenti chimici sempre nuovi ed aggressivi o più altamente concentrati, utilizzati al fine di soddisfare le esigenze di igiene e pulizia dei macchianri e ridurre i tempi di fermo macchina.
Il Polimero tribologico ( autolibrificante) Iglidur® C210 è stato progettato per l'utilizzo di queste sostanze acide per la pulizia ed è esente da qualsiasi tipo di manutenzione e/o lubrificazione.
Un cuscinetto realizzato con Iglidur® C210 ha caratteristiche di valori per attrito molto bassi ed una lunghissima durata di utilizzo, risultando adatto per applicazioni quali le catene di trasporto di macchinari per trasporto a nastro, oppure per O-Ring di catene a sfregamento o più semplicemente per supporti in cui deve scorrere del filo in gomma od altro componente da scorrimento, per dare solo un esempio tipico.
Secondo igus, il nuovo materiale Iglidur® C210 offre un ottimo rapporto qualità-prezzo, perché unisce valori molto bassi di attrito con una lunga vita di servizio e di estrema resistenza agli agenti chimici.
Benefici
• Senza manutenzione
• Lubrificante-gratis
• Ottima resistenza multimediale universale
• Servizio continuo temperatura di 100 ° C
• Costo effettivo

mercoledì 6 luglio 2016

FILOPRINT EVIDENZIA UN NUOVO STRUMENTO PER STAMPARE IN 3D SOLETTE FLESSIBILI CON FILAFLEX E GENSOLE UN SOFTWARE ON-SOURCE PER LA PROGETTAZIONE CAD DI PLANTARI ANATOMICI

FILOPRINT EVIDENZIA UN NUOVO STRUMENTO PER STAMPARE IN 3D SOLETTE FLESSIBILI CON FILAFLEX E GENSOLE UN SOFTWARE ON-SOURCE PER LA PROGETTAZIONE CAD DI PLANTARI ANATOMICI


FILOPRINT evidenzia in risposta alle numerose richieste dei nostri utenti, una soluzione per la stampa 3D di solette o plantari anatomici, da realizzare in morbida gomma anallergica da noi venduta sul nostro SHOP ON LINE come FILAFLEX.


La personalizzazione di oggetti paramedici a compendio di sostegno a parti anatomiche dolenti o mancanti si fa sempre più accentuata e, grazie alla stampa 3D, oggi è davvero possibile realizzare al meglio supporti anatomici davvero perfetti e calzanti perfettamente sulla propria anatomica forma.

Per aiutare in modo verticale, l'utente anche esperto o tecnicamente preparato, a realizzare al meglio simili tutori con la stampante 3D FDM, una azienda la Gyrobot di Steve Wood ha appena condiviso uno strumento di progettazione basato su browser molto pratico e gratuito che guida l'utente attraverso tutti i passaggi necessari per la progettazione di solette per plantari. Chiamato Gensole, richiede poco più di una scansione 3D del piede e una stampante 3D in grado di lavorare con filamenti flessibili, come detto della FILAFLEX by Recreus perchè i più adatti in termini di resa per sfregamento, torsione, usura, sterilizzazione e resistenza agli urti ed acidi davvero eccezionale.



Il produttore di “Gensole”
http://www.gensole.com/ il software appunto studiato da Steve Wood di Gyrobot è esattamente ciò di cui l'utente ha bisogno ed è allo stato dell'arte nel settore biomedicale. Wood è un ingegnere meccanico britannico con un background nel settore automobilistico, aerospaziale e di ingegneria a fusione nucleare. E' anche un esperto di stampa flessibile FDM 3D e beta tester del Regno Unito della stampa del filamento Filaflex 3D by Recreus. Nel corso degli ultimi anni, ha lavorato duramente per perfezionare un sottopiede da stampare in 3D.


Nel corso di questo ultimo anno, Wood ha lavorato duramente per l'implementazione di tutte le sue conoscenze acquisite nel corso degli anni convogliate in una singola piattaforma, chiamata appunto “Gensole”. Ha anche ricevuto aiuto da Damian Axford e Robert Paciock dalla Swindon Makerspace http://www.swindon-makerspace.org/ - mentre la Footworx Podiatry clinic ha offerto supporto durante i test del software.

Il risultato è impressionante. In poche parole, Gensole (abbreviazione di generare soletta)
http://www.gensole.com/ è uno strumento gratuito che consente agli utenti di progettare plantari personalizzati proprio all'interno dei loro browser web. È possibile scaricare i modelli CAD e / o file Slic3r oppure in alternativa presso gli hub 3D locali. La piattaforma libera (per usi non commerciali) in ultima analisi, esporta i file .amf, che possono essere importati in un software Slic3r e stampati in 3D con filamenti TPE / TPU flessibili come Filaflex.

Come ci spiega Wood, i suoi sforzi per la stampa 3D di plantari anatomici, sono state ottenuti fondendo quattro diversi processi di plantare in un unico pacchetto: Modulo di montaggio solette che si basano su scansioni dei piedi, solette a densità variabile che produce diverse densità di maglia per scaricare la pressione,solette open / close di base aperta che ottimizzano il flusso d'aria e la stimolazione delle cellule del sangue, e la scarpa profiling. Quest'ultimo processo fornisce curve regolabili per ottimizzare la scarpa adatta. Attraverso Gensole, tutti questi diversi parametri sono raggruppati, rendendo molto più facile la progettazione e prototipazione di solette che si adattano perfettamente i vostri piedi.

L'unica cosa assente Gensole è la possibilità di aggiungere correzioni ortesiche al sottopiede, ma come rivelato da Wood, Gensole soddisfa le proprietà di una scansione totale del piede. Semplicemente cambiando il modello digitale, il sistema permetterà di introdurre proprietà correttive. Infatti, le scansione del piede è l'unica cosa che è necessario utilizzare con Gensole.

Gensole è anche molto facile da usare. Si ha semplicemente bisogno di effettuare il login con una e-mail di utilizzare il software, e caricare la scansione. Seguendo il tutorial Gensole, è quindi possibile produrre la soletta digitale. Ovviamente poi si può stampare sulla vostra stampante 3D FDM con un filamento flessibile di vostra scelta. Ma prima di stampare direttamente in 3D è possibile anche stampare i modelli di carta che possono essere utilizzati per testare la forma nella scarpa. Regolazioni del profilo possono essere fatte “just in time” e il ciclo può essere ripetuto rapidamente fino a quando non si è soddisfatti.



Se siete interessati, dare la piattaforma Gensole una prova (previo registrazione sul sito) al seguente link:
http://app.gensole.com/ . Se non si dispone di una scansione del piede, è anche possibile scaricare alcuni esempi di scansione sul sito Gensole per vedere se questo strumento di progettazione è giusto per te. Una calzata confortevole potrebbe essere solo un paio di stampe 3D via.





DA MECHADUINO UN SERVOMOTORE INDUSTRIALE OPEN-SOURCE PER STAMPANTI 3D, MACCHINE CNC ED ALTRO ANCORA

DA MECHADUINO UN SERVOMOTORE INDUSTRIALE OPEN-SOURCE PER STAMPANTI 3D, MACCHINE CNC ED ALTRO ANCORA


TROPICAL Labs, un laboratorio di sistemi elettromeccanici con sede a Washington, DC., Ha lanciato una campagna Kickstarter QUESTO IL LINK: https://www.kickstarter.com/projects/tropicallabs/mechaduino-powerful-open-source-industrial-servo-m per Mechaduino, un servomotore industriale open-source per stampanti 3D e altre macchine. Mechaduino può essere usato come una sostituzione drop-in per NEMA 17 motori passo-passo e driver.

Soprannominata la "Arduino per la meccatronica", il servomotore Mechaduino della TROPICAL Labs sembra destinato a portare, a prezzi accessibili, il controllo del movimento a circuito chiuso di una nuova generazione di stampanti 3D e di CNC in due modi distinti. Il dispositivo può funzionare sia come piattaforma di self-contained Motion Control per lo sviluppo di meccanismi di servo personalizzato o come motore drop-in servo per le stampanti 3D e macchine a controllo numerico.

I servomotori sono utilizzati in robotica, fresatura CNC, stampa 3D, e altre discipline per controllare con precisione il movimento delle parti mobili. Per molte macchine di consumo. IL motore economico e semplice, possiede tuttavia un grado di accuratezza di gran lunga maggiore rispetto agli attuali SERVOMOTORI INDUSTRIALI.

Infatti, i servomotori industriali possono essere incredibilmente costosi se spinti verso la perfezione e costruiti con accorgimenti particolari. Ecco perché TROPICAL Labs ha sviluppato il Mechaduino, un conveniente ed efficacissimo open-source servo industriale che sfrutta il basso costo di motori passo-passo di serie, raggiungendo un alta risoluzione di step movimento tramite retroazione encoder 14b.

Inizialmente concepito come un progetto personale, la storia di Mechaduino risale a quando i membri del TROPICAL Labs erano alla ricerca di servomotori a prezzi accessibili. Avendo poco successo nella loro ricerca, alcuni esperti di tecnologia del loro team, hanno iniziato a sviluppare in proprio un servo, hanno documentato i loro progressi sul HACKADAY
https://hackaday.io/project/11224-mechaduino metaltech e accumulato un fanbase significativo nel processo di prototipazione con numerosi utenti compartecipi dello sviluppo e quindi con la massima capacità di soluzione tecnica dei problemi condivisi in rete. Appena il progetto ha raccolto consensi, l'ambizione della squadra è cresciuta, con ulteriori obiettivi realizzati per questo nuovo servomotore definitivo. Tra le funzionalità implementate c'è l'anti-intasamento, la sintonizzazione automatica del PID e profili di commutazione regolabile. Il team ha deciso di lanciare una campagna su Kickstarter in risposta ai messaggi positivi provenienti da metaltech, e hanno così raggiunto il loro obiettivo molto prima della chiusura della campagna.



Il Mechaduino è già stato testato su una stampante i3 3D RepRap Prusa, funzionando come un rimpiazzo per ogni motore passo-passo e stepper driver della stampante. "I motori a circuito chiuso si comportano in modo più efficiente in quanto essi applicano solo la coppia necessaria per tenere traccia di un comando di posizione", ha spiegato un ingegnere della TROPICAL LABS TEAM. "I motori passo-passo devono applicare la loro coppia massima per tutto il tempo. Ciò significa che il motore a ciclo chiuso ha una capacità sempre massima di funzionamento senza cali di prestazioni e può applicare coppie di picco molto più alte rispetto a motori standard. "






La consegna prevista per tutti gli ordini già numerosi è per il settembre 2016.


martedì 5 luglio 2016

COME RISOLVERE I PROBLEMI DI UNDEREXTRUSION – BUCHI SULLA SUPERFICIE OGGETTO STAMPATO IN 3D

COME RISOLVERE I PROBLEMI DI UNDEREXTRUSION – BUCHI SULLA SUPERFICIE OGGETTO STAMPATO IN 3D

Molto spesso dai nostri utenti, ci vengono evidenziati strani fenomeni di “buchi” sulla superficie dell'oggetto in stampa, associati spesso a strani rumori tipo “ticchettii” provenienti dal gruppo trascinatore. FILOPRINT propone una soluzione al possibile problema.

Spesso si tende a dare la colpa a setting di stampa non adeguati oppure a problemi legati alla qualità del filamento in estrusione ma non sempre è così e molto spesso ci si trova a dover affrontare ore di test e setting che molto spesso non portano alla soluzione del problema

FOTO 1


AREA ROSSA : FENOMENI DI UNDEREXTRUSION

AREA VERDE: SENZA FENOMENI DI UNDEREXTRUSION

Descrizione del problema dei buchi sulla superficie oggetto:
L'immagine sopra evidenziata potrebbe essere l'effetto di un fenomeno chiamato underextrusion, la dove appunto si generano degli strani buchi sulla superficie dell'oggetto in stampa, in special modo evidenti sulla parte di appoggio al lettino di stampa. Questo fenomeno è spesso associato ad un “ticchettio” proveniente proprio dal gruppo trascinamento filamento che tuttavia sembra funzionare correttamente senza di fatto bloccare il filo e nemmeno l'estrusione dello stesso.

Tuttavia si lamenta strani fenomeni di BUCHI sulla superficie dell'oggetto, fino ad arrivare a volte alla “delaminazione” degli strati stampati

Ci potrebbero essere due casi legati a questo. Il primo, più remoto ma possibile, è quello che l'ingranaggio per il trascinamento si sia danneggiato e/o consumato o sporcato. In questo caso basta verificare con una ispezione il pezzo incriminato (vedi foto 2) e nel caso pulirlo o sostituirlo.

Il secondo caso invece, più subdolo ma più frequente, è proprio il nostro caso. quello del fatto che durante il trascinamento del filo verso l'estrusore, lo stesso viene danneggiato proprio dall'ingranaggio dentato in questione, distruggendone la superficie e generando quel fastidioso fenomeno dei buchi.
L'effetto di “ tesatura e danneggiamento “ tende a crescere nel tempo e quindi la resistenza per il trasporto è così alta che si verifica una riduzione della pressione all'interno dell' hot-end. Questa riduzione di pressione genera appunto il fenomeno di underextrusion, le cui conseguenze sono dei buchi sulla superficie dell'oggetto stampato, oltre che eventuali delaminazioni dei layer.

FOTO 2


Soluzione:
La soluzione, nel caso appunto non sussista il primo caso, è data semplicemente dalla riduzione della pressione del riduttore (ingranaggio dentato) sul filamento che scorre all'interno del sistema di trasporto.
Questo effetto genera quindi una riduzione della anomalia generata dall'ingranaggio sulla superficie del filo che può continuare a scorrere senza più essere “intaccato” dall'azione distruttiva sulla sua superficie da parte dell'ingranaggio, che genera troppa pressione sul filo, intaccandone appunto la sua superficie. Riducendo la pressione non avrete più fenomeni di underextrusion.

Esempio vedere di seguito.

FOTO 3



Speriamo di poter essere stati di aiuto a chi ha subito o subirà un simile problema, riducendo i tempi di reazione allo stesso e problematiche di stampa fallita che sicuramente non sono gradite.

lunedì 4 luglio 2016

DA POLYMAKER ED UN INGEGNERE AMERICANO DUE SISTEMI PER LISCIARE E LUCIDARE LE SUPERFICI DEGLI OGGETTI STAMPATI IN 3D

DA POLYMAKER ED UN INGEGNERE AMERICANO DUE SISTEMI PER LISCIARE E LUCIDARE LE SUPERFICI DEGLI OGGETTI STAMPATI IN 3D




Da tempo molti dei nostri utenti ci chiedono chiarimenti su sistemi per LISCIARE e quindi LUCIDARE le superfici degli oggetti stampati in 3D. Come ben sapete, i layer di stampa sono un po' “fastidiosi” da vedere sull'oggetto e molte volte possono addirittura provocare un “rifiuto” da parte dell'utilizzatore finale a causa della qualità apparente non eccelsa dell'oggetto stampato in 3D.

Gli addetti ai lavori ed esperti nel settore chimico, hanno suggerito sistemi empirici di lisciatura e lucidatura, molto spesso non troppo efficaci e pericolosi per l'utilizzo e la salute di chi si è cimentato in questa delicata operazione.

Da alcune settimane circola in rete una notizie riguardo una notissima azienda Cinese, la POLYMAKER che sembra aver trovato una soluzione efficace e non pericolosa.



Polymaker, specialisti e produttori di filamenti con sede a Shanghai, hanno infatti annunciato che si stanno muovendo verso una soluzione hardware in un percorso che dovrebbe portare ad una “entusiasmante” soluzione da loro chiamata Polysher ™, una unità di pulizia a base aerosol che trasforma gli oggetti con i difetti tipici della stampa3d, in componenti di alta qualità, che possono facilmente competere in qualità finale, con le alternative stampe ad iniezione industriali. Per fare quesdto hanno ideato un nuovo tipo di filamento chiamato PolySmooth ™ PVB, che reagisce perfettamente alle aerosol a base alcolica del sistema Polysher ™ . Tutto ciò, potrebbe essere la soluzione che trasforma la stampa 3D in uno strumento davvero efficace.


Polymaker sottolinea infatti che, per la stampa 3D FDM, la relativa “bassa qualità” della superficie è sempre stato uno svantaggio di primo piano che di fatto separa oggetti stampati in 3D con altri realizzati con metodi di produzione convenzionali ad iniezione.

Quello che Polymaker vuole fare quindi, consiste in niente di più che una nuova macchina desktop Polysher con compendio di un nuovo tipo di filamento PolySmooth PVB che può essere utilizzato con qualsiasi modello di stampante standard desktop 3D. Utilizzando il filamento Polysmooth PLA-like, semplicemente si stampa in 3D come al solito un progetto, magari con anche strutture di supporto se particolarmente complicato e la sola cosa da fare è rimuovere le stesse e porre l'oggetto all'interno della macchina Polysher ™ . Grazie all'interfaccia semplice ed intuitiva, è possibile impostare tutte le funzionalità operative di LISCIATURA ed attendere che l'operazione abbia termine.





Il processo di pulizia impiega da 20 a 40 minuti, ed è seguita da un processo di essiccazione che dissipa la nebbia di alcool che si forma nella campana. Il Polysher dispone anche di una unità di sollevamento automatico che consente di tirar fuori la parte post-trattata dalla macchina.

Gli sviluppatori cinesi ci fanno sapere che questa unità di pulizia è stata studiata sulla falsariga di un sistema ad aerosol a base alcol uniformemente distribuito sull'oggetto. Il componente chiave del Polysher ™ è l'unità nebulizzante, che consiste in una sottile membrana con centinaia di piccoli fori (<10 micron) collegati ad un attuatore piezoelettrico. Questo sistema genera quindi una nebulizzazione di minuscole goccioline di alcool che si depositano in modo uniforme sulla superficie trattata dell'oggetto. L'alcool quindi agisce sugli strati esterni dell'oggetto stampato, dando origine ad una modifica del primo strato superficiale rendendolo molto liscio. È importante sottolineare che non c'è assolutamente alcun calore coinvolto in questa operazione; inoltre la camera chiusa della macchina, rende l'operazione molto sicura e priva di contaminazioni esterne ne tanto meno esposizione e fumi pericolosi per la salute.

FILOPRINT evidenzia che tutto questo sembra molto semplice ed efficace ma ha il solo difetto, se così si può dire, di dover per forza utilizzare un tipo di filamento nuovo, caratterizzato da una diversa tipologia di materia prima chiamato PolySmooth PVB. Questo filamento ha caratteristiche di stampa qualitativamente notevoli. Si stampa a temperature e setting similari ad un classico PLA da 190 a 210 gradi Celsius e aderisce molto bene al piano di costruzione anche senza letto riscaldato, pur se consigliato. I risultati finali sono quelli tipici di un classico PLA come anche le caratteristiche meccaniche (al 100 per cento infill), con una resistenza alla trazione ed agli urti, leggermente superiore.


PVB significa poli (butirrale di vinile) ed è il materiale di base per PolySmooth. È formulato per offrire un'eccellente qualità di stampa, bilanciate proprietà meccaniche e, cosa più importante, il "smoothability". Le caratteristiche di stampa di base di PolySmooth sono progettate per essere molto simili al PLA - quindi è compatibile al 100% con le stampanti esistenti estrusione (FDM / FFF) 3D ed estremamente facile da lavorare.CONDIZIONI TIPICHE DI STAMPA:
Temperatura dell'ugello: 190-210 ˚C
Superficie di stampa: aderisce bene alle superfici più comuni, tra cui il nastro blu, BuildTak, poliimmide / nastro Kapton, etc.
Lettino riscaldato: non richiesto, ma può essere impostato a 60-70 °C ed il suo utilizzo è comunque consigliato
Adesione layer e resistenza deformazione: simile al PLA; si può facilmente stampare oggetti di grandi dimensioni, senza deformazioni e / o delaminazione.
Odore: minima emissione di fumi (odore appena percettibile)

PROPRIETA' MECCANICHE/TERMICHE DI POLYSMOOTH
(test basato su componenti stampati in 3D con il 100% di riempimento):
Resistenza alla trazione: 40-45 MPa (rispetto al 30-40 MPa di normali PLA / ABS)
IZOD resistenza all'urto: 15-18 kJ / m ^ 2 (rispetto al 2-3 kJ / m ^ 2 per PLA e 5-15 kJ / m ^ 2 di un normale ABS)
Temperatura di rammollimento: ~ 70 C (rispetto a 55-60 C di un PLA e 90-95 °C rispetto ad un ABS)

E' importante ricordare che, PolySmooth è ottimizzato per consentire una facile rimozione di supporti per la stampa 3D ( come ad esempio POLYSUPPORT) , permettendo stampe corrette dimensionalmente di geometrie con elevato livello di complessità.

In foto potete osservare un confronto comparativoi tra PolySmooth , PLA ed ABS.


Infine riportiamo notizia che POLYSMOOTH è prodotto in 11 colori differenti che potete osservare in foto allegata.


Ovviamente, la cosa più importante, è quella appunto di poter essere facilmente lucidato quando esposto ad alcolii comuni come alcool isopropilico o etanolo - entrambi i quali possono essere utilizzati nella macchina Polysher ™ ed entrambi acquistabili in farmacia o mesticheria, oltre che sul WEB. Dopo un tipico processo di lucidatura, la rugosità superficiale, caratterizzato dalla rugosità media o Rz, può essere ridotta di circa 1 ordine di grandezza. Per esempio da ~ 100 um (tipico di una parte stampata ad altezza strato di 0,2 mm) a meno di 10 um . La differenza è di un grande impatto visivo, con la parte lucida che esibisce una finitura liscia in superficie con strati di stampa 3D non più visibili.


Il filamento Polysmooth è già in fase molto avanzata di realizzazione e la sua commercializzazione è prossima a divenire, mentre lo sviluppo della macchina Polysher ™ è attualmente a circa il 95% di avanzamento di ricerca e sviluppo e la campagna su KICKSTARTER è appena terminata con un enorme successo.

Le foto allegate mostrano alcuni risultati davvero notevoli. Di seguito elenchiamo anche alcune note riportate da utenti in campagna KIKSTARTER recensite da sostenitori e blogger del settore.




Qing Vaso Pittura


Stampa computazionale Idrografico:

I dati tecnici per PolySmooth, Stretch e PolySmooth trasparente

PolySmooth vs ABS
Articolo Link:

PolySmooth & Polysher a Rapid Maker Faire

Recensioni esterne e copertura
Musa di Maker:
https://www.youtube.com/watch?v=HIGYFKp07DY (KS recensione)
https://www.youtube.com/watch?v=MMbDjaG6P4U (recensioni KS - 12min 17sec) https://www.youtube.com/watch?v=08nQf6ir620 (casual 3D print Q & A 43sec 21min)

3D Printing Nerd: nerdì)
RichRap (Richard Horne):
https://www.youtube.com/watch?v=hr_VXxrkbwc (3D stampa comunità notizie 7 min 20)

Panoreth stampa 3D:
https://www.youtube.com/watch?v=0UCesXfw_pE (Notizie stampa 3D per aprile 2016 - 2min 41)
https://www.youtube.com/watch?v=40tvL12xJyw (rete di stampa talk show 3D – 45sec)


Automated Ultrasonic Misting 3D
Print Polisher PRO




Il secondo modo di LISCIARE e LUCIDARE le superfici degli oggetti stampati in 3D ci è fornito da un certo Michael Graham, un ingegnere 27enne di Portland, Oregon, il quale ha progettato un lucidatore ad ultrasuoni per oggetti stampati in 3D, condividendo il processo di costruzione della sua macchina su Instructables a questo indirizzo; http://www.instructables.com/id/Automated-Ultrasonic-Misting-3D-Print-Polisher-PRO/

L'Automated Ultrasonic Misting 3D Print Polisher PRO utilizza invece vapori di acetone per applicare un tocco professionale agli oggetti stampati in ABS. In questo caso non si necessita di un nuovo tipo di filamento ma si può utilizzare tutti i tipi di ABS già presenti sul mercato.


Molti addetti ai lavori nel campo della stampa 3D professionale esigono una finitura perfettamente liscia delle superfici appena stampate, riducendo al minimo anche la tipica opacità.


L'anno scorso, Michael Graham aveva già pubblicato il suo primo lucidatore di stampa 3D ( anche quello pubblicato su Instructables: http://www.instructables.com/id/Ultrasonic-Misting-3D-Printing-Vapor-Polisher/ ) un primo prototipo un po' discutibile per complessità e pericolosità di utilizzo, che ora viene riproposto con una nuova e migliorata formulazione, un processo semplificato ed un più elevato livello di efficienza e sicurezza.

Anche se il suo primo “lucidatore di stampa 3D” è stato in grado di raggiungere gli effetti desiderati, Graham ha voluto creare una versione più portatile ed efficiente della sua macchina. Con alcune modifiche tecniche, è riuscito a raggiungere questo obiettivo: "L'interfaccia utente è ora è molto più semplicemente e presenta un interruttore ON / OFF e un singolo pulsante momentaneo per il “GO'", spiega Graham. "Il nuovo design utilizza ora un sistema di pompaggio chiuso ed è stato ottimizzato per la massima produzione di prodotto nebulizzato. Ora è completamente sigillato consentendo il suo utilizzo anche in ambienti chiusi, comporta meno tempo tecnico di elaborazione, consuma meno acetone per fare il lavoro e non c'è più il bisogno di cambiare spesso il contenitore dell'acqua".



Questa macchina, utilizza un umidificatore/nebulizzatore ad ultrasuoni a nebbia fredda “preso in prestito”da una macchina già commercializzata su AMAZON con una curiosa forma a “rana” : https://www.amazon.com/Crane-Adorable-Ultrasonic-Humidifier-Gallon/dp/B000GWE2U6/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&redirect=true&ref_=as_li_tl&linkCode=sl1&tag=engin09-20&linkId=13f1b052d393ef05f7955670b9a6dcd3 il cui intero sistema di elettronica e di funzionamento meccanico, può essere preso ed integrato a piè pari all'interno della suo sistema di LUCIDATURA. L'acetone solvente liquido viene pompato da un contenitore in un altro che contiene l'oggetto stampato in 3D. Sull'oggetto viene quindi spruzzato una nebbia uniformemente distribuita all'interno della seconda scatola, che copre l'intera superficie dell'oggetto. L'alcool isopropilico può essere usato al posto di acetone per la lucidatura del materiale 'PolySmooth' di cui abbiamo parlato sopra e che NON è ABS ma di natura PLA, dato che il PLA NON può essere trattato con acetone

Dato che l'acetone potrebbe, in teoria, ridurre la forza di impatto di oggetti stampati in ABS, l'Ing. Graham ha condotto una serie di esperimenti con la sua macchina, arrivando all'interessante conclusione che l'effetto complessivo dei vapori di Acetone a lucidare l'ABS si rende più efficace quanto più esso è isotropo, cioè reagisce in modo più uniforme a carichi applicati da varie direzioni. In questo caso, la lucidatura di questa sua macchina sacrifica la sua funzione nel punto di asse più forte per aumentarla invece nel suo asse più debole.



L'elenco completo dei componenti e dei materiali necessari per l'Automated Ultrasonic Misting 3D Print Polisher PRO può essere trovato sulla sua pagina di Instructables sopra citata. Graham annuncia che un prototipo funzionante della sua macchina, sarà presentato al “Portland Mini Maker Faire” che si svolgerà il prossimo 10-11 settembre.

Con questo servizio FILOPRINT spera di aver fatto chiarezza sui sistemi di lucidatura più performanti ed attuali in prossima uscita sul mercato.


Fateci sapere cosa ne pensate su questo post, grazie a tutti per la cortese collaborazione.